Attualità - 09 novembre 2016, 20:30

Lavoro, ancora dubbi sul Jobs Act dalle PMI della Granda

Invernizzi, Rossetto e Piovano: "Le disposizioni post-riforma rischiano di essere un boomerang dal punto di vista degli ammortizzatori sociali"

Foto generica

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Sul tema del riassetto degli ammortizzatori sociali, le PMI della Granda, aderenti a Confapi, non rinunciano a dire la propria, anche e soprattutto in ragione delle reiterate correzioni e integrazioni finanziarie che, da parte governativa, si sono rese necessarie per ovviare alle disposizioni iniziali del cd Jobs Act.

La necessità, di volta in volta, di reperire nuove coperture, inizialmente tagliate o non previste dalla nuova normativa, per fare fronte a emergenze in origine sottovalutate, "ha comportato come conseguenza la rincorsa delle stesse piuttosto che la loro risoluzione", come sottolineano i vertici della Confederazione imprenditoriale cuneese.

"Da sempre - commentano il Presidente Pierantonio Invernizzi e i due Vice, Giuseppe Rossetto e Luciano Piovano - le PMI, anche cuneesi, sottolineano con forza le incongruenze delle normative precedenti al Jobs Act e che ponevano a carico delle aziende medio-piccole i costi di strumenti di sostegno occupazionale e reddituale di cui poi nella gran parte dei casi non beneficiavano. Le disposizioni sopraggiunte con la riforma del mercato del lavoro, se in linea di principio si prefiggono di imputare i costi degli ammortizzatori sociali anzitutto alle aziende loro beneficiarie, nella pratica rischiano tuttavia, perdurando la fase recessiva o stagnante, di rivelarsi un boomerang a carico di chi già prima co-finanziava questi strumenti attraverso la fiscalità generale, salvo poi fruirne solo in minima parte, e oggi si troverebbe a pagare due volte. Un aspetto a cui occorre prestare attenzione, così come alle condizioni di contesto nelle quali questi vari interventi si inquadrano."

I dirigenti di categoria temono che "il capitolo del lavoro venga gestito alla stregua di una variabile indipendente, mentre a pesare in maniera insostenibile sulle prospettive occupazionali sono i livelli complessivi del carico fiscale e burocratico, che resta alto e per di più soggetto alle incertezze delle interpretazioni normative. In questo scenario, verrà sempre a profilarsi qualche nuova emergenza legata al protrarsi delle difficoltà del sistema produttivo, con la conseguente necessità di integrare dotazioni in precedenza limitate o ridotte e di vedere la relativa spesa pubblica aumentata anziché diminuita. Anche le rilevazioni più recenti legate all'andamento degli ammortizzatori sociali nella provincia Granda, che delineano un calo nel ricorso agli stessi, vanno lette in chiave non trionfalista a scatola chiusa ma come spia di una ulteriore evoluzione della fase recessiva che attraversa il mercato del lavoro e una parte sofferente della base imprenditoriale."

"Le nostre rilevazioni sui contenuti dei vari provvedimenti muovono sempre da propositi di osservazione critica propositiva - concludono - . Le detassazioni, super o iper, previste a termine per incentivare gli investimenti impiantistici e digitali, per esempio, come abbiamo rimarcato fin dall'inizio, possono essere effettivamente usufruite dalle PMI solo se questi sgravi avranno carattere loro dedicato e saranno abbinati ad azioni tese a incorraggiare le aggregazioni fra le stesse. Viceversa, questo è il rischio che noi scorgiamo, singole aziende medio-piccole, afflitte dai tristemente noti problemi fiscali e di liquidità, si vedrebbero ancora una volta costrette a sobbarcarsene il costo per farne beneficiare altri."

c.s.

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