Sono passati meno di venti giorni dalle ore di terrore che hanno coinvolto i dipendenti di alcune sedi Equitalia del nord della Penisola (tra cui, come ricorderete, quella di Cuneo) a causa dell'invio, negli uffici, di buste con all'interno materiale di natura sospetta.
Oggi (14 novembre), si è tenuto uno sciopero generale della categoria: ecco di seguito le ragioni dietro la protesta, in una lettera di uno dei dipendenti.
“Lo scrivo.
Perché resti e perché non voglio essere distratto da discussioni sulle mancanze, sulle recriminazioni, sulle assenze e sulle colpe delle varie parti in causa. Siamo solo noi le parti in causa.
Io farò sciopero perché credo che sia finalmente molto intelligente e responsabilizzante uno sciopero che non sfrutta il pretesto di un prolungamento del fine settimana.
Io farò sciopero perché se mi volto alla mia destra o alla mia sinistra vedo un collega che ha la mia stessa rabbia e la mia stessa paura.
Io farò sciopero perché se non lo facessi perderei l’occasione preziosa di essere una categoria e non un numero di matricola.
Io farò sciopero perché stamattina, come sempre, per radio e su tutti i giornali chiunque ha potuto dire la sua su di noi ed io mai.
Io farò sciopero perché il lavoro che faccio non ha aggettivi che lo qualificano. Il lavoro è lavoro e già solo per questo andrebbe rispettato.
Io farò sciopero perché mi vergogno di una classe politica che fa’ campagna elettorale sulla mia pelle.
Io farò sciopero perché sono orgoglioso della mia onestà e della mia capacità di svolgere un lavoro delicato e difficile come il mio.”





