Cornice e vista spettacolare, con Monviso e l’intero arco alpino a far da corona alla capitale sabauda. Al 36° piano del grattacielo San Paolo di Torino, è stato presentato ieri il progetto transfrontaliero VéloViso, che mira a fare del territorio intorno al Re di Pietra e con l'etichetta Mab, la biosfera riconosciuta patrimonio Unesco, una delle aree europee più importanti del cicloturismo, aprendo ad amatori, sportivi e famiglie il circuito ad anello che sale alle cime epiche e ai colli dell’imprese più famose del Giro d’Italia e del Tour de France (il Colle dell’Agnello e della Lombarda, l’Izoard e il Galibier).
VéloViso finanziato dal fondo europeo Interreg-Alcotra vede insieme il Comune di Saluzzo e la Communauté de Communes du Guillestrois, i due versanti del Monviso, nella valorizzazione dell’offerta cicloturistica di sei valli del Cuneese con Saluzzo capofila (Po, Infernotto, Bronda, Maira, Varaita, Grana e Stura) e 4 comunità francesi: Guillestre, Queyras, Embrunais e Ubaye.
Ieri, la prima pedalata metaforica è toccata al sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni che ha aperto la conferenza stampa: “Il progetto, ultimo frutto di una collaborazione che dura da centinaia di anni: la Repubblica degli Escarton nel 1342, il Buco di Viso, primo tunnel dell’arco alpino costruito da Ludovico II nel 1480, la vasta tradizione occitana che lega la gente delle nostre valli, fino alla più recentemente esperienza di Resistenza contro nazismo.
Credo che abbiamo fatto buon prodotto, per mettere insieme montagne e pianure, piccoli borghi e città. Velo Viso è la strada giusta per lavorare sul turismo- ha continuato Calderoni - in un settore che in Europa genera un giro d'affari di 44 milioni di euro, 9 in Germania, 6 in Francia, solo 3 in Italia e quindi con margini enormi per chi decide di investire nel settore".
Dati ripresi dal direttore Atl Cuneo Paolo Bongiovanni che ha messo l’accento sulle strategie di marketing del cicloturismo in Granda, senza più far l’errore di dimenticare le famiglie, ma portandole a conoscere le eccellenze del nostro territorio, quelle culturali e gastronomiche. In questa direzione l’azienda turistica doterà di bici elettriche tutti gli sportelli del territorio.
“I piatti delle nostre valli saranno il buono premio per chi decide di fare cicloturismo nelle nostre valli – Michele Fino dell’Università di Pollenzo che ha coordinato il lavoro di censimento delle eccellenze gastronomiche nell’Atlante dei sapori e che spera nel proseguimento dell’iniziativa nella parte francese, per riscoprire i fili che legano la gastronoma alpina intorno a montagna.
125 percorsi e 3mila km in bici
Véloviso prevede 125 percorsi per quasi 3 mila km. In particolare, per la parte italiana, si tratta di un totale di 36 percorsi per circa 1200 km che si snoderanno sia su strada (9 percorsi), sia su sterrato per mountain bike (21 percorsi) classificati in base al livello tecnico e allo sviluppo altimetrico dell’itinerario e 6 percorsi destinati alla famiglie. Mentre in Francia si parla di 62 percorsi per le mountain bike, 19 dedicati alle famiglie e 421 km per il ciclismo su strada.
“Nostro compito è democratizzare questa disciplina – Max Bremond presidente di Guillestrois - e far sì che questa sia per tutti, anche grazie alla bici elettrica a pedalata assistita. La terra di Bobet e di Coppi in passato e oggi di Nibali, vincitore del Tour nel 2014 e del Giro nel 2013 e 2016, sono strade e valichi del Monviso aperti a tutti, francesi e italiani, che lavorano per migliorare l’accoglienza dei visitatori provenienti da tutto il mondo".
Per l'assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi, VéloViso rappresenta una best practice, perché ha portato alla creazione di reti operative capaci di unire più regioni e di attrarre importanti risorse europee. Il futuro del turismo è un Piemonte sempre più legato alla bici, punto di riferimento internazionale del cicloturismo innervato da cultura ed enogastronomia. In questa direzione bandi per finanziare l’ allargamento di reti in bici, sostegni al progetto Vento che collegherà Torino a Venezia e finanziamenti a fondo perduto che permetteranno alle strutture di dotarsi di strumenti per questo tipo di turismo.
Obiettivo comune delle aree transfrontaliere: quello di promuovere il circuito cicloturistico del Monviso e valorizzare il territorio, con la sua storia, cultura, folklore ed enogastronomia. Di iniziative e strumenti ha parlato Paolo Verri a capo della promozione del progetto Move.
Ambasciatori di VéloViso il ciclista di origini albesi Diego Rosa che fa parte di Astana con Nibali e viene spesso ad allenarsi sulle salite delle valli del Monviso ed Eric Barone, il barone rosso, l’uomo più veloce sul ghiaccio con la bici.
Gran finale con l’assaggio di musica occitana a cura di Nino Cron dei Lou Dalfin: un assaggio di cultura comune di queste aree "in cui si parla una lingua che è tra le più antiche europee e tra le prime ad avere dignità letteraria”.








