Curiosità - 15 dicembre 2016, 19:01

Saluzzo: un successo il tour multiculturale del progetto "Mygrantour"

In campo alla scoperta delle diverse etnie della città di Torino, le classi prime delle sezioni D ed E del "Silvio Pellico"

Saluzzo: un successo il tour multiculturale del progetto "Mygrantour"

Il giorno martedì 13 dicembre le classi 1^D e 1^E ad indirizzo servizi socio-sanitari dell'Istituto Professionale "Silvio Pellico" sezione associata dell'IIS Denina di Saluzzo, accompagnati dai docenti Laratore Davide, Palermo Daniela e Alessandra Cortese, si sono recate alla scoperta della ricchezza delle culture esistenti nelle nostre città attraverso una passeggiata ed un tour multiculturale nella città multietnica di Torino.

Ad accompagnare il gruppo, nell'itinerario urbano interculturale è stata Marina, una migrante rumena.

"Abbiamo attraversato il mercato di Porta Palazzo, che è il mercato più grande d’Europa - sottolineano gli alunni - . Esso si svolge tutte le mattine a poche centinaia di metri da Piazza Castello, nel cuore di Torino. In questo mercato si può trovare veramente di tutto ed in esso quotidianamente si possono sentire parlare oltre 60 lingue e dialetti di tutto il mondo. La nostra guida ci ha raccontato la storia delle migrazioni verso la città piemontese. Tutto comincia nell’800 con i contadini delle campagne piemontesi che venivano a Torino per vendere i loro prodotti. Poi il boom economico della Fiat negli anni ’60 ha spinto a Torino decine di migliaia di lavoratori provenienti dal Sud Italia e dal Nord Est. Infine la migrazione internazionale di questi ultimi decenni hanno cambiato completamente il panorama culturale della città rendendo “torinesi” usi e costumi provenienti da terre vicine e lontane. Tutto questo mentre sempre più turisti partivano proprio per andare a visitare queste terre."

"Abbiamo fatto il giro del mondo in una piazza: Porta Palazzo, Porta Pila, Bab al-Kssar, Adjamé marché e molti altri nomi nelle molteplici lingue del mondo presenti in questa piazza! E’ stata una passeggiata tra i volti, gli odori, le immagini, i colori, i profumi, le essenze ed i frutti tipici. Semplicemente attraversando una via si passa dalla Romania al Marocco, dalla Cina, all’Africa Nera fino ad arrivare in Sud America. Siamo andati alla scoperta di cibi e sapori del mondo, direttamente dalla voce di chi proviene da questi luoghi. Abbiamo imparato a salutare e ringraziare, nella loro lingua di origine, chi ci ha offerto ospitalità e si è reso disponibile ad illustrarci le abitudini alimentari del proprio Paese e lo abbiamo fatto in rumeno, in marocchino e pure in lingua cinese. È stata un'esperienza unica che ci ha insegnato quanto la "diversità" possa essere una risorsa e come si possa convivere nel rispetto reciproco delle tradizioni e delle diverse culture."

c.s.

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