La minoranza in consiglio a Borgo San Dalmazzo torna a fare un'interrogazione, la terza, sulla caserma Mario Fiore. Si tratta di una struttura in disuso da anni, che si estende su circa 50.000 metri quadrati in via Cuneo e comprende l’edifico adibito a caserma, il magazzino del Genio, depositi, autorimesse e la palazzina ufficiali. Il 15 settembre 2015 è stata ceduta gratuitamente dal Demanio al Comune con tre anni per decidere la destinazione urbanistica della caserma.
È in corso la procedura negoziata per l'affidamento di fornitura per l'attuazione del progetto da parte del Demanio dello Stato.
Ed è proprio su questo punto che verte l'interrogazione dei consiglieri comunali Piermario Giordano ed Ettore Zauli dei gruppi Per Borgo e Pedona Libera: “Per quale ragione si continua con protervia e ostinazione a non volere fornire indicazioni all'opposizione ed ai cittadini sull'andamento di un procedimento che coinvolge in modo significativo lo sviluppo futuro di Borgo e l'interesse di tutti i suoi abitanti? Per quale ragione non sono stati forniti i nominativi dei dirigenti e funzionari del Demanio che si stanno occupando del progetto?”
Due sarebbero gli scenari ipotizzati dal Comune di Borgo sulla destinazione d'uso dell'ex caserma: Servizi Pubblici di livello urbano e locale (servizi alle persone – amministrativi, deposito comunale per ricovero mezzi, sociali, assistenziali, sanitari, istruzione, formazione e avviamento al lavoro, culturali, direzionale privato-uffici e studi professionali, artigianato di servizio e studi d'artista, aree verdi attrezzate per lo sport e il tempo libero, strutture ricettive extra-alberghiere – Ostello) oppure valorizzazione e sviluppo del compendio nell'ambito del mercato immobiliare con l'inserimento di destinazioni d'uso alternative e/o aggiuntive senza rinunciare alla componente di interesse pubblico caratterizzante del primo scenario.
“Per quale ragione sono state fornite al Demanio le indicazioni sui possibili futuri usi della Caserma senza interpellare le opposizioni (cosa che peraltro costituisce la prassi abituale di questa Amministrazione) ma, cosa ben più grave, senza mai avere sentito il parere dei cittadini mediante assemblee pubbliche o mediante qualsiasi altra forma di consultazione popolare?”, si domanda ancora nell'interrogazione.
Dalla minoranza arriva infine la richiesta di coinvolgere i cittadini di Borgo in una pubblica assemblea convocando i professionisti risultati vincitori della gara prima che gli stessi mettano mano allo studio di fattibilità e di attuare qualche forma di controllo periodica o saltuaria all'interno del complesso.
“È prematuro ragionare sulla caserma Mario Fiore – risponde il sindaco Gian Paolo Beretta -: stiamo ancora aspettando la ditta aggiudicataria formata da professionisti per realizzare lo studio fattibilità. Dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2017, e si tratta di un servizio in più più pagato dal Demanio. È bene sottolineare che il loro parere non è vincolante, noi daremo loro input e poi ci sarà il confronto con i cittadini”.




