Com’era facile prevedere nella calza della befana i cuneesi non troveranno il nome di un candidato sindaco unanimemente condiviso dal centrosinistra.
L’incontro di ieri sera nella sede di via Roma di “Monviso in Movimento” tra i vertici del Pd e il sindaco uscente si è concluso senza fumata bianca.
“E’ stato un incontro cordiale, ma interlocutorio. La porta – si limita a commentare il segretario provinciale Pd Momo Di Caro – non è stata chiusa, ma nemmeno aperta come avremmo voluto. Ci sono ancora parecchi aspetti che andranno sviscerati, ragion per cui ci siamo riaggiornati a dopo l’Epifania”.
Federico Borgna si mantiene prudentemente sulle sue: “Stiamo cercando le condizioni che ci consentano di individuare un cammino comune”, si limita a commentare.
Non occorre essere fini politologi per capire che il nodo, a questo punto, non sono i programmi, bensì il nome del candidato sindaco.
Il sentore è che, soprattutto nel Pd, esistano posizioni non propriamente collimanti. Il segretario cittadino Graziano Lingua, che si è speso per la candidatura della senatrice Patrizia Manassero, rivendica l’autonomia decisionale del circolo cittadino.
Quello regionale, Davide Gariglio, sa che in un capoluogo di provincia, soprattutto in considerazione della spaccatura del 2012, il centrosinistra non può lacerarsi nuovamente perché gli elettori non capirebbero e ne deriverebbero danni a cascata. Per questo spinge con determinazione per una soluzione unitaria.
Momo Di Caro, segretario provinciale, deve cercare di barcamenarsi tra queste due posizioni.
Morale: l’intesa non è all’orizzonte e avanti di questo passo probabilmente non la si troverà nemmeno a Carnevale.
Abbiamo detto e scritto che – al punto in cui sono giunti gli eventi – cruciale sarà la scelta della senatrice Patrizia Manassero.
Se lei deciderà di rompere gli indugi e di candidarsi comunque si riproporrà lo scenario di cinque anni fa. Se lei, viceversa desisterà, alla sua rinuncia faranno verosimilmente seguito altre conseguenze. Il segretario cittadino, Graziano Lingua, si dimetterà e i tre consiglieri comunali uscenti non si ricandideranno e il Pd cittadino non potrà far altro che accontentarsi di quel che passerà il convento.
Con l’incognita di capire quel che farà “Crescere Insieme”, l’unica lista civica che non ha firmato per la ricandidatura di Borgna.
La sensazione è che la segreteria regionale farà di tutto perché si trovi una composizione e se questa non dovesse raggiungersi c’è chi, dal capoluogo regionale, arriva a preconizzare il commissariamento della sezione Pd di Cuneo.
Si tratta per ora di boatos, per quanto attendibili, che indicano tuttavia come il “caso Cuneo” stia turbando il sonno ai dirigenti subalpini del Partito Democratico.





