La lettera aperta della senatrice Patrizia Manassero, scritta col tono cordiale che le è proprio, gratifica forse i 54 firmatari dell’appello in suo favore, ma non scioglie i nodi della sua candidatura a sindaco di Cuneo. Anzi, per taluni versi introduce elementi di dubbio sul percorso che fino a pochi giorni fa sembrava tracciato.
Scrive la senatrice, dopo l’incontro romano della scorsa settimana: “Matteo Ricci (responsabile nazionale degli Enti locali del Pd, ndr) ha ascoltato le nostre ragioni, sottolineato la volontà del Pd nazionale di avere un partito cuneese forte e protagonista nell'amministrazione cittadina e ha introdotto elementi di valutazione e difficoltà sui quali sto riflettendo”.
Lecito a questo punto chiedersi quali siano gli “elementi di valutazione e difficoltà” che la inducono a ulteriori riflessioni e a prendere tempo. Certo è che se la Manassero non fosse senatrice sarebbe più facile per lei rompere gli indugi e formalizzare una candidatura che è in itinere da mesi. Essere inquilino, per quanto pro tempore di Palazzo Madama, non le consente di bypassare come se nulla fosse indicazioni che arrivano dai vertici regionali e nazionali del suo partito.
La risposta data ai suoi sostenitori, ad un’attenta lettura, sembra quasi un discostarsi dalle intenzioni manifestate, con spontanea decisione, non più di una settimana fa a chi scrive.
Non occorrono doti di particolare perspicacia per intuire che il sondaggio commissionato dal suo partito sul gradimento del futuro sindaco (le prime telefonate sono già arrivate nelle case dei cuneesi, ndr) non costituirà per lei un viatico. Né si può dimenticare che la sua candidatura è sul tavolo ormai da troppo tempo e i giorni che passano rischiano – come ha evidenziato il segretario cittadino Graziano Lingua – di farla “bollire”.
Comprendiamo che la politica ha i suoi tempi e le sue liturgie, ma attendersi uno sblocco a tempi ragionevolmente brevi della trattativa in corso tra il sindaco e le sue liste civiche e i tre segretari del Pd, sarebbe illusorio.Può darsi che sia in atto la ricerca di un compromesso tra lei e il sindaco uscente Federico Borgna, su cui vige ovviamente il top secret.
Se è così tra non molto le carte saranno scoperte. Ma la percezione – anche in considerazione del fatto che la lettera a suo sostegno non è stata firmata da coloro che nell’assemblea prenatalizia avevano richiesto la conferenza programmatica – è che alla senatrice non sia consentito temporeggiare oltre.
Dica dunque – senza giri di parole - se intende scendere nella mischia oppure se getta la spugna. Ne va della chiarezza di cui ha asserito di voler essere alfiere.





