Eventi - 01 febbraio 2017, 20:13

Carnevale di Mondovì: il Moro incontra Arlecchino

La maschera bergamasca, tra le più celebri d'Italia, stringe un gemellaggio con quella monregalese. "Siamo nel circuito nazionale", dichiara orgoglioso il patron del Carlevè, Enrico Natta

Il Moro e Arlecchino

Il Moro e Arlecchino

E venne il tempo di Arlecchino. Sarà proprio la maschera bergamasca, fra le più celebri della Penisola, l'ospite d'onore dell'edizione 2017 del carnevale di Mondovì, che comincerà ufficialmente nella mattinata di sabato 4 febbraio, con la presentazione della Bèla Monregaleisa presso il palazzo municipale.

Un gemellaggio, quello con il Moro, che consente al variopinto personaggio orobico di aggiungersi alla nutrita schiera dei suoi predecessori, che annovera, fra gli altri, Al Dsèvod (Parma) e Papà del Gnoco (Verona).

"Questa liaison carnascialesca - ha commentato il patron della "Famija Monregaleisa", Enrico Natta - vuole omaggiare la tradizione secolare del nostro Moro inserendola in un circuito di carattere nazionale, esportando il nome della nostra città oltre i confini orografici".

Un pensiero a cui si associa Carlo Giorgio Comino, presidente dell'AsCom Confcommercio, che ormai da 9 anni presta il suo volto al Moro di Mondovì: "Avere Arlecchino con noi  - ha asserito - è indubbiamente motivo di grande orgoglio non soltanto per il Moro e la sua corte, ma anche per la città e per l'organizzazione, che da anni si prodiga per far sì che la nostra manifestazione divenga sempre più conosciuta. Il fatto che la maschera lombarda, che riceve ogni anno un'infinità di richieste anche dall'estero, abbia scelto di presenziare proprio al nostro Carlevè non può che lusingarci: è la classica ciliegina sulla torta di un carnevale che proporrà novità interessanti. Speriamo che le condizioni climatiche giochino a nostro favore, per poter colorare le vie di Breo con le consuete e attesissime sfilate".

Un entusiasmo, quello "made in Mondovì", corrisposto dal gruppo folkloristico "Arlecchino", presieduto da Giampaolo Locatelli: "Con onore - ha dichiarato - porteremo a Mondovì, in omaggio al Moro e alla sua corte, la storia della nostra maschera, fieri di tramandarne l'origine orobica, grazie all'operato svolto dal ricercatore Eliseo Locatelli, autore del libro "Arlecchino che parla bergamasco". Arlecchino nasce dal confronto diretto col pubblico continuamente provocato dai suoi lazzi. Certo, non è mai prevedibile e qualche volta è anche un po' scomodo, soprattutto quando denuncia vizi e difetti che rispecchiano da vicino la nostra identità. Non sempre siamo all'altezza di capire il sottile compiacimento di un'autoironia che mette a dura prova la nostra resistenza".

Alessandro Nidi

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