Tra le reazioni politiche che si sono susseguite in seguito alle dimissioni di Marcello Nova, ormai ex sindaco di Brossasco, in Valle Varaita, c’è quella di Bartolomeo “Meo” Beoletto.
Sindaco del paese nella legislatura precedente quella del primo cittadino dimissionario, Beoletto era poi stato eletto come vicesindaco di Nova, salvo poi dimettersi dall’incarico, abbandonando la maggioranza e definendosi lui stesso un “membro indipendente” del Consiglio.
Tra lui e Nova, col tempo, erano nati forti dissapori, sfociati poi in pesanti attacchi politici sferrati anche durante i Consigli comunali.
“Nova va dicendo e scrivendo – afferma Beoletto - di essersi dimesso per colpa di tentativi di discredito da gente subdola e priva di senso di responsabilità, ma è molto più probabile che abbia deciso di dimettersi solo quando ha saputo che si sarebbe dimesso l’intero gruppo di maggioranza.
Nell’ultima sua comunicazione Nova ribadisce che in passato tutto era sbagliato, con gravissime responsabilità della passata amministrazione, cosa di cui si potrebbe benissimo dimostrare il contrario, ma Nova queste cose le fa a spese del comune, mentre chi viene attaccato deve rispondere a proprie spese. Ora invece tutti i problemi sono risolti, tutto va a gonfie vele, come se si vivesse nel paese di Bengodi.
Allora perché dimettersi se le cose vanno così a meraviglia?
Dalla lista dei dieci candidati alle elezioni del 2014 Nova ne aveva già persi sei, io ero uscito dalla maggioranza a settembre 2015, tre consiglieri di maggioranza si erano dimessi a luglio 2016, due non hanno accettato la surroga, pertanto la squadra si reggeva con tre eletti nella lista di maggioranza, uno in sostituzione dei dimissionari ed uno eletto nella lista di minoranza.
Infine si è dimesso anche l’intero gruppo di quello che era rimasto della maggioranza. Questo significa che l’Amministrazione di Brossasco è finita così miseramente non per oscure congiure, ma perché il sindaco è stato sfiduciato da tutti.
Nova farebbe bene a prendere atto del proprio fallimento e non cercare di far ricadere le colpe su chi ha subito i suoi attacchi e le sue denunce”.





