Attualità - 10 febbraio 2017, 07:01

Stazioni ferroviarie e accessibilità: l’opinione di Iacopo Melio (video)

Il fondatore di #vorreiprendereiltreno interviene dopo il servizio di Striscia la Notizia

Stazioni ferroviarie e accessibilità: l’opinione di Iacopo Melio (video)

Il servizio di Striscia la notizia ha scatenato polemiche e risvegliato le coscienze sull’effettiva mobilità della rete ferroviaria da parte delle persone a ridotta mobilità. Che si tratti di disabili in carrozzina o di genitori e nonni che viaggiano da soli con bagagli e passeggini l’accesso ai treni italiani, e anche di quelli piemontesi resta difficile. Come discusso con il presidente dell’Osservatorio Barriere Architettoniche, Igor Calcagno, Fossano è una delle stazioni per le quali è previsto un’assistenza per salire sui treni e dove le piattaforme sono già state alzate per adeguarsi ai treni di ultima generazione, ma resta il fatto che anche in questo caso si può salire a Fossano per scendere solo a Porta Susa, mentre tutte le stazioni intermedie sono ancor oggi inaccessibili.

Abbiamo contattato Iacopo Melio, fondatore di #vorreiprendereiltreno che proprio dall’accessibilità dei treni ha preso il via diventando ora la voce per eccellenza del movimento di coscienze di quanti tendo a un’Italia equa. Ci ha risposto con puntualità e un po’ di ironia, quella che contraddistingue la sua verve comunicativa.

Domanda: Striscia la notizia ha attirato l'attenzione sull'accessibilità da parte dei disabili ai binari ferroviari in alcune stazioni della provincia di Cuneo. Sebbene la situazione in alcuni casi sia meno drammatica di quanto prospettato dal servizio di Striscia e in altri sia in fase di miglioramento, siamo ben lontani, in Italia, da un libero accesso da parte di tutti ad un servizio essenziale come quello del trasporto pubblico. Qual è la fotografia a livello nazionale?

Risposta: Le barriere in Italia per il trasporto pubblico sono di varia natura. Ci sono quelle architettoniche, le più immediate: spesso è difficile anche solo arrivare a prendere il treno, proprio perché le stazioni stesse non sono accessibili con scale o scalini, ascensori non funzionanti ecc… Poi ci sono le barriere rappresentate dagli stessi mezzi: treni vecchi e non all’avanguardia, privi di posto per le carrozzine a norma (con freni e cinture, o tavolini per star comodo, così come di bagni spaziosi) o con spazi inadeguati anche per salire con un elevatore. E poi ci sono le barriere logistiche, rappresentate dal servizio di assistenza stessa: un disabile può prendere il treno solamente se ha prenotato un servizio di assistenza, la cosiddetta “Sala Blu”, che deve appunto essere fissata con almeno 48 di anticipo. 

Capite bene che per un lavoratore o uno studente pendolare, dover prenotare in base a disponibilità di assistenti e mezzi è un disagio notevole. E queste problematiche sono sparse a macchia di leopardo in tutta Italia, a vantaggio di nessuno.

Domanda: Ritieni che la situazione della linea Torino Savona sia in linea con il panorama nazionale o abbiamo, un primato in positivo o in negativo?

Risposta: Non conosco sinceramente la linea in questione. Ad ogni modo tutto il panorama italiano è indietro rispetto a quello medio europeo.

Domanda: Come credi che debba cambiare l'atteggiamento della collettività  nei confronti della disabilità? E che contributo pensi che possa avere l'opinione pubblica nel "forzare la mano" sia del legislatore che del privato?

Risposta: Dobbiamo continuare a sensibilizzare affinché le persone entrino in contatto con la disabilità e quindi capiscano anche l’importanza di certi disagi. Dobbiamo far capire che i nostri gesti possono aiutare ma anche danneggiare gli altri (ad esempio con la superficialità di chi parcheggia l’auto dove non dovrebbe, creando ostacoli ulteriori, oppure con la disattenzione di chi progetta spazi nuovi non adatti a tutti). I cittadini sono fondamentali perché solo unendo le forze e cambiando tutti insieme mentalità, possiamo far leva poi sulle Istituzioni di oggi (e avremo, comunque, delle Istituzioni più consapevoli e sensibilizzate un domani). Se scoprite un disagio segnalatelo e pretendete che venga risolto anche se non vi riguarda direttamente: è un dovere civico.

Domanda: Quali sono le attività intraprese da Vorrei prendere il treno, per sensibilizzare l'opinione pubblica e indirizzare il legislatore?

Risposta: La Onlus si muove in due direzioni, da un lato c’è quella pratica e quindi portando avanti progetti concreti di abbattimento delle barriere sul territorio, collaborando con le amministrazioni comunali e con le istituzioni. Dall’altro lato c’è la parte della sensibilizzazione, organizzando convegni o eventi, andando nelle scuole, cercando di far leva sulla politica e di influenzare le loro scelte con una comunicazione efficiente, senza spegnere i riflettori su certe questioni. La visibilità è un’arma potente perché permette di evidenziare le falle di un’amministrazione ma anche i meriti, quando sono giusti.

Ringraziamo Iacopo per la sua disponibilità a distanza, per aver puntualmente risposto alle nostre domande e per averci lasciato pubbllicare il video di "Vengo anch'io" #vorreiprendereiltreno.

Agata Pagani

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