Le Asl piemontesi, che hanno più del 50% di obiettori di coscienza, possano bandire concorsi riservati a chi non lo è, per garantire la possibilità di aborto alle donne.
È questa la proposta avanzata dai consiglieri regionali Marco Grimaldi, Silvana Accossato, Andrea Appiano, Walter Ottria e Domenico Rossi in una delibera, con l'obiettivo di: "Garantire l'effettivo accesso alle procedure per l'interruzione di gravidanza."
Un'iniziativa che si inserisce nell'ampio dibattito scaturito dal concorso laziale riservato a medici non obiettori, dedicati alla legge 194 del 1978, che ha riconosciuto il diritto all'interruzione volontaria di gestazione. A fare da supporto legislativo per la proposta di delibera la sentenza n. 3477 del Tar della Puglia. Questa impone, per i Consultori, concorsi che prevedano il 50% dei medici abortisti e il 50% contrari.
Oltre a questo il documento prevede che le Asl attivino: "Percorsi specifici presso i consultori per le donne che intendono scegliere l'interruzione volontaria di gravidanza e che la Regione organizzi campagne di sensibilizzazione."





