Era il 15 aprile del 1967 quando moriva "l'ultima delle maschere italiane": il Principe Imperiale di Bisanzio Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis, più conosciuto con il nome di Totò.
Nonostante l'impossibilità di celebrare messe a ridosso della data annuale della Pasqua (che avrebbe segnato l'anniversario vero e proprio) oggi, 12 aprile, la città di Cuneo si è stretta all'associazione "Uomini di Mondo" per celebrare i 50 anni dalla morte di Totò.
Il programma della serata è iniziato alle 18, con la celebrazione solenne da parte di Don Mauro Biodo, "Prete di Mondo" nel Duomo di Cuneo (alla presenza di diverse autorità civili e militari), ed è proseguito con l'aperitivo tenutosi al "Ping" di Piazza Foro Boario: nel corso della celebrazione, oltre a far distribuire il santino di Totò con l'illustrazione di Danilo Paparelli, Don Biodo ha lodato nella preghiera di suffragio il "cammino di autenticità e coerenza" che ha contraddistinto la vita di Totò, e "che deve essere uno stimolo per tutti, assieme all'impegno di far sorridere".
In conclusione, la proiezione del film "Totò a colori" (nel quale il Principe, appunto, cita la città di Cuneo)... per la quale gli spettatori presenti sono stati dotati dall'associazione "Uomini di Mondo" di caratteristiche bombette, simili a quelle del De Curtis.


















