Nel tardo pomeriggio di mercoledì 26 aprile presso il palazzo municipale di Mondovì si è tenuta l'ultima seduta del Consiglio comunale targato Stefano Viglione: l'attuale primo cittadino, infatti, è alla guida del capoluogo monregalese da dieci anni e non potrà essere rieletto in occasione della prossima tornata amministrativa, in programma domenica 11 giugno.
Così, il sindaco ha atteso la fine della discussione dei nove punti all'ordine del giorno prima di prendere la parola per un discorso di fine mandato, che vi proponiamo di seguito in versione integrale.
"Avverto l'esigenza di intervenire e portare qualche riflessione per ringraziare la comunità per avermi consentito di servirla per dieci anni. Possono apparire pochi se raffrontanti con la storia di una città che ne vanta più di 800, ma sono stati due lustri in cui ho vissuto un'esperienza dura e faticosa e al tempo stesso affascinante e indimenticabile. La vita mi ha posto davanti alcune grandi prove, che mi hanno dato la forza di perseguire gli obiettivi che nel tempo mi sono dato e che hanno fatto parte del mio agire. So di aver dato tutto me stesso, di aver impegnato tutta la mia energia, sacrificando famiglia, lavoro e tempo libero. Ho passato dieci anni a richiamare sempre a me stesso le grandi responsabilità a cui ero chiamato, cercando di ripagare la fiducia datami dai concittadini".
"Ricordo in maniera nitida l'emozione che nel 2007 provai nel formulare il primo discorso da sindaco: avevo 37 anni. All'epoca, la nostra società e i Comuni non avevano ancora sperimentato il soffocamento della crisi, una crisi economica e sociale che non si manifestava dal dopoguerra. La costante che ha permeato il nostro modo di operare è stata l'incertezza, legata soprattutto a una classe politica nazionale che naviga a vista. Come si dice: "Nessuno va così poco lontano come chi non sa dove sta andando". Nonostante il momento difficile, il Comune deve comunque dare risposte: per questo noi abbiamo lottato per mantenere la qualità dei servizi, con la forza delle idee e il coraggio delle scelte, in alcuni caso contestate. Ho incontrato cittadini scontenti, gente entusiasta, anziani che chiedevano assistenza, giovani che cercavano un percorso per alimentare le loro speranze. Ho ascoltato tutti loro, le loro riflessioni, le loro proposte, la squadra che mi ha accompagnato in questi anni. Poi, ho deciso, in solitudine ma anche in coscienza. Sicuramente ho commesso degli errori, ma chi non agisce non sbaglia. Sicuramente si poteva fare di più, si poteva fare meglio. Io credo che abbiamo fatto cose belle e che altre invece non siano riuscite come avremmo voluto. Abbiamo migliorato questa città dandole la possibilità di fare ulteriori passi in avanti. Il giudizio finale, in ogni caso, spetta ai cittadini".
"I momenti da ricordare, senza ombra di dubbio, sono le inaugurazioni dell'ospedale, del rinnovato centro storico con annessa zona pedonale e del polo scolastico. Qualora fosse stato possibile ricandidarmi ancora una volta, non l'avrei fatto: dieci anni sono pesanti ed è giusto lasciare il posto ad altri. Sento il bisogno di dedicarmi alla famiglia e riprendermi la mia vita. Pertanto, dico grazie ai miei cittadini che mi hanno sostenuto e legittimamente criticato, a questa assemblea e alle persone che la compongono, alla mia squadra, a coloro che sono stati al mio fianco fino all'ultimo. Grazie ai dipendenti e ai miei più stretti collaboratori (Federico, Bruno, Laura, Simona), con cui ho condiviso momenti difficili, di amarezza, di sconforto, ma anche di gioia ed entusiasmo. Grazie, infine, ai dirigenti, con cui abbiamo realizzato interventi importanti. Ho sempre cercato di agire con piglio prevalentemente amministrativo e auguro a Mondovì che il mio successore interpreti il percorso amministrativo con il mio stesso spirito. Grazie per il privilegio concessomi e buon proseguimento".




