Cuneo e valli - 19 giugno 2017, 07:30

Cuneo, tanti gli aspiranti ma pochi saranno chiamati a far parte della nuova giunta Borgna

Pd, “Crescere Insieme” e Moderati fanno cartello per sostenere Patrizia Manassero vicesindaco. Le situazioni più complesse riguardano il Partito Democratico e la lista civica “Centro per Cuneo”, dove coabitano molteplici anime. Il sindaco dovrà stringere i tempi per evitare di andare incontro ad un pericoloso logoramento

Federico Borgna attorniato dai suoi fedelissimi dopo il giuramento

Federico Borgna attorniato dai suoi fedelissimi dopo il giuramento

Quella che si apre potrebbe essere la settimana decisiva per conoscere i nomi dei nuovi (o riconfermati) assessori e per capire quale sarà il nuovo corso politico-amministrativo di Cuneo.

Federico Borgna non parla. Sa che l’opinione pubblica non accetterebbe di buon grado un esecutivo composto sulla base di una rigida applicazione del manuale Cencelli. I cittadini cuneesi, pur nel rispetto del voto, vogliono competenza e auspicano novità che non siano esclusivamente legate a nuove formule politico-partitiche.

Il riconfermato sindaco dovrà interpretare queste esigenze senza dimenticare che i numeri in politica non sono una variabile indipendente. Non crediamo di essere lontani dalla verità se azzardiamo che più che cercare un plauso unanime, farà in modo di scontentare tutti (ma non troppo) e, soprattutto, di farlo in maniera equanime.

La legge gli affida pieno mandato nella formazione dell’esecutivo. Borgna intende avvalersene fino in fondo, pur sapendo che più passano i giorni più aumentano le pressioni nei suoi confronti, specie da parte dei due principali azionisti di maggioranza, Pd e “Centro per Cuneo”.

Entrambi smentiranno, ma noi confermiamo sin d’ora che così stanno le cose.

Nel Pd, assodato che l’incarico di vicesindaco è in cima alle attese del partito di maggioranza relativa, restano da definire i nomi degli altri assessori, oltre a Patrizia Manassero, che – secondo autorevoli voci – potrebbe tornare alla  delega al Bilancio, incarico analogo a quello che ricoprì nella seconda giunta Valmaggia.

Oltre a lei, si dice che Antonino Pittari (300 preferenze) abbia già confidato ad amici e conoscenti di essere assessore in pectore. In pista restano il giovane Simone Priola (251) e Domenico Giraudo (239). Se la scelta fosse appannaggio di Borgna, c’è da scommettere che la sua preferenza andrebbe al giovane Priola.  

Ma il Pd sta pensando ad un’ulteriore quota rosa oltre alla Manassero. I nomi in predicato sono quelli di Carla Isoardi (233 preferenze) e di Sara Tomatis (146), seconda esclusa alle spalle di Carmelo Noto (149). Per dinamiche interne al partito, la Tomatis sembra godere di maggiori chances.

Mancando nel circolo cittadino un’intesa condivisa, a dire l’ultima parola è stato chiamato il segretario provinciale Momo Di Caro. Sarà lui, nel vis a vis che avrà oggi (lunedì) con Borgna, a manifestargli i desiderata del Pd.

Vista la piega che stanno prendendo gli eventi è comunque nella lista civica “Centro per Cuneo” che potrebbero sorgere i maggiori mal di pancia, se dovesse saltare il posto di vicesindaco per Luca Serale. Le 100 preferenze da lui ottenute in più di Patrizia Manassero (716 lui, 617 lei) non sembrano essere argomento sufficiente a convincere il Pd a cedere il passo.

I primi quattro eletti: Luca Serale (716 preferenze, il più votato in assoluto con un incremento di oltre 400 consensi personali rispetto alla scorsa tornata), Franca Giordano (439), Valter Fantino (341) e Davide Dalmasso (262) hanno tutti buone ragioni da accampare per rivendicare il diritto a tornare in giunta. In più, ci sono altri due eletti, Loris Marchisio (259) e Cristina Clerico (240), che i book maker danno in ascesa. La Clerico, in particolare, viene indicata come certa. Questo significa che qualcuno dovrà fare un passo indietro: se si punterà sui giovani, Giordano e Fantino potrebbero essere chiamati (almeno uno dei due) a fare il beau geste, lasciando spazio a Dalmasso e Clerico.

I Moderati risultano in questo momento i più “moderati” nelle loro pretese.

Alberto Coggiola (205 preferenze) non scalpita perché sa che il suo mentore torinese Mimmo Portas un posto di rilievo glielo troverà, sia esso in giunta o alla presidenza del Consiglio comunale (fosse anche in ipotesi di turnazione con altri) oppure in qualche società partecipata.

Più complessa la situazione in casa della civica “Cuneo Democratica e Solidale”, dove il primo eletto, Alessandro Spedale (297 preferenze), veterano di lungo corso nell’esecutivo, pare sia stato sollecitato a far posto ad altri in cambio di qualche dignitosa compensazione. Ai primi posti della lista figurano Marco Vernetti (238), Tiziana Revelli (174) e Giovanni Cerutti (146), ma si vocifera anche di una possibile new entry di Giancarlo Arneodo (125), per dare un segno di rinnovamento alla compagine nata dalla fusione tra i “Democratici” e i “Solidali”, quelli che più di altri hanno dato problemi a Borgna nello scorso mandato.

In più, col passare delle ore, si sono fatte insistenti le voci di una chiamata di Borgna a Guido Lerda, ingegnere, uomo di stretta fiducia sia del sindaco che dell’assessore alla Montagna Alberto Valmaggia. Amministratore navigato, a Lerda non difettano certo competenza amministrativa ed esperienza politica. Ma è stata forse la sua presentazione come “tecnico” ad aver allertato gli altri gruppi di maggioranza, a partire da “Crescere Insieme”, sempre sensibile quando si tratta di rapporti di forza.

Il capogruppo consiliare, Enrico Arnaudo, lancia un monito a Borgna invitandolo ad evitare sbilanciamenti e a rispettare il responso elettorale.

“Crescere” ribadisce la volontà di riconfermare in giunta Paola Olivero, ma non disdegnerebbe un ulteriore posto, fosse anche solo per metà mandato, alla presidenza del Consiglio comunale.

Quest’ultima carica resta un nodo irrisolto, seppur meno ostico della giunta .

Si è ipotizzato un incarico a turnazione, da cui sarebbe escluso il Pd nel caso gli toccasse il vicesindaco, ma i più esperti storcono il naso, consapevoli che si tratterebbe di una soluzione che presterebbe il fianco a critiche da parte dell’opposizione e che dimostrerebbe la poca compattezza della coalizione che pure conta su 21 seggi.

La situazione che abbiamo descritta, che potrebbe mutare ad horas, evidenzia come gli aspiranti assessori siano ben più di 9, numero massimo che la legge consente per una città delle dimensioni di Cuneo.

Borgna sa che il tempo non lavora in suo favore per cui farà di tutto per riempire le caselle al più presto .

Se non comunicherà la formazione dell’esecutivo entro 48/72 ore significa che l’affaire si complica e la partita potrebbe iniziare ad avvitarsi pericolosamente.

   

 

Giampaolo Testa

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