"A me non interessa che il singolo Comune sia premiato come " riciclone", ma che tutta la Regione lo diventi."
A dirlo è l'assessore regionale all'ambiente Alberto Valmaggia, a margine del convegno la "Coprogettazione del sistema di tariffazione puntuale dei rifiuti nella Regione Piemonte", in programma oggi (26 giugno) alla Cavalleria Reale di Torino.
Attualmente in Piemonte il 54% dei rifiuti è recuperabile, contro il 56% della media nazionale. L'obiettivo della Regione, per il 2020, è avere 159 chili di spazzatura indifferenziata per cittadino. In questo contesto però spicca in negativo Torino, dove la differenziata si ferma al 53%.
Il disegno di legge sul nuovo piano rifiuti, l'attuale è del 1989, è al vaglio delle commissioni regionali, ma "noi abbiamo bisogno diventi operativo", ha commentato Valmaggia. "L'obiettivo è creare un consorzio regionale dell'impiantistica", ha commentato, "che coordini la rete degli impianti."
Accanto ai tradizionali traguardi, come la riduzione dell'indifferenziato, l'aumento della differenziata, uno sfruttamento migliore dell'inceneritore, con conseguente bolletta più leggera per i cittadini, la Regione punta ad evitare imposizioni da Roma. Sui rifiuti la competenza è per molti ambiti nazionale, quindi lo stato centrale può imporre ad esempio la costruzione di un inceneritore se valuta che una determinata macroarea ne abbia bisogno. Ingiunzione che il Piemonte vorrebbe evitare, dimostrando di essere virtuosa con il consorzio sull'impiantistica. Ma soprattutto con il lavoro di tutti.





