Le rilevazioni su occupati e disoccupati diffuse dall’Istat confermano ciò che sosteniamo da tempo: il mercato del lavoro è stagnante. Essere ottimisti a tutti i costi non serve, meglio affrontare i nodi e le mancanze delle scelte politiche degli ultimi anni: occorre cambiare le politiche adottate sinora.
Il nuovo aumento della disoccupazione, che non deriva da una diminuzione dell’inattività, segnala una ripresa ancora fragile e non strutturata, in cui la lieve crescita dell’occupazione, nonostante la mole di incentivi messi in campo, non ha gli stessi ritmi degli altri Paesi europei. Continuano a calare i lavoratori a tempo indeterminato e il lavoro che si crea è precario e a termine, e ne beneficiano in modo particolare gli ultra cinquantenni.
Drammatica è la condizione dei giovani per i quali servono anzitutto opportunità di lavoro, valorizzazione delle competenze e fiducia, come proponiamo nel nostro Piano straordinario per l‟occupazione giovanile e femminile. E’ sbagliato riproporre vecchie ricette come quella degli sgravi per le assunzioni dei giovani. Ricette che, come dimostrato dai dati Istat di ieri, non hanno determinato gli effetti auspicati e che rischiano di generare una bolla come già accaduto con il Jobs act.
A ciò si aggiunge la preoccupazione che le agevolazioni fiscali possano riguardare il versante contributivo: oltre al danno quindi anche la beffa di future pensioni, per i più giovani, povere o poverissime.
Occorrono politiche nuove che a partire da forti investimenti pubblici creino le condizioni per la crescita, lo sviluppo e quindi nuova occupazione.
La segreteria provinciale
Cgil Cuneo





