Attualità - 11 luglio 2017, 14:03

Una funivia per portare residenti e turisti ad Elva? Previsto un finanziamento per lo studio di fattibilità

Pronta la replica del Comitato per la riapertura della Strada del Vallone, che promette battaglia "contro gli sprechi assurdi e contro qualsiasi buonsenso"

La strada del Vallone

La strada del Vallone

Nella deliberazione della Giunta Regionale 20 aprile 2017 si parla della redazione di uno studio di fattibilità finalizzato alla risoluzione del grave problema di accessibilità che caratterizza il capoluogo comunale di Elva. Il paese, in alta valle Maira, è commissariato, in quanto non c'è stato alcun candidato a sindaco alle scorse amministrative di giugno. Insomma, la situazione, da quelle parti, è piuttosto complicata. 

La questione più spinosa è, da anni, quella della strada del vallone, la Provinciale n° 104, chiusa a seguito di una frana da fine 2014. L'unica strada che porta al paese è la SP 335 che collega Stroppo a Elva, con una lunghezza di 17 chilometri contro i 9 del Vallone. L'accessibilità al paese è un problema oggettivo. Come si è pensato di provare a risolverlo? Con una funivia. 

Si legge nella deliberazione: Il centro abitato di Elva rappresenta una delle principali testimonianze del patrimonio identitario di tutta l’area interna. Sopporta ormai da qualche anno una condizione di semi - isolamento, dovuta alla frana che minaccia la principale strada di accesso. Il collegamento con Elva è di fondamentale importanza e non può essere ritenuta come una vicenda, d’interesse puntuale, limitato ai pochi residenti che ancora vivono in loco, ma deve essere considerata come un problema di valle e più in generale di territorio, ed al tempo stesso come un’opportunità per contribuire ulteriormente alla valorizzazione della valle; basti pensare alle potenzialità che si avrebbero nell’eventualità che il problema di accessibilità venisse risolto con la realizzazione di una funivia in grado di trasportare in quota, in pochi minuti, residenti e turisti. Per la valenza che avrebbe il progetto se fosse realizzato, la Strategia finanzierà lo studio di fattibilità dell’iniziativa, al fine di chiarire, quanto prima, se concretamente essa possa essere realizzata e gestita in modo sostenibile". 

Non si è fatta attendere troppo la replica del Comitato per la riapertura della strada del Vallone. In una lettera a firma di Mario Fulcheri, inviata a tutti gli organi di stampa e a molti esponenti della politica locale e regionale, il Comitato fa sapere che è pronto a dichiarare lo “stato di agitazione” "contro gli sprechi assurdi, contro qualsiasi buonsenso, in spregio totale della conservazione dei luoghi e dei suoi monumenti e che vede una larghissima parte di residenti contraria e perlomeno contrari tre esercizi commerciali su quattro".

Si legge, nella lettera, che il Comitato sta lavorando affinché la “strada” sia dichiarata "monumento" dalla Soprintendenza del Piemonte proprio per far sì che ogni intervento venga eseguito tenendo presente la particolarità del luogo. Con la possibilità di accedere a fondi europei specifici. E’ in programma, tra le altre cose, anche una collaborazione con il Politecnico di Torino al fine di ottenere un qualificato lavoro di consulenza. 

"Questo, a nostro giudizio è un procedere corretto, non “valutare la fattibilità“ di qualcosa che non sarà mai realizzato: i soloni che hanno avuto questa pensata, hanno valutato che i costi di realizzazione sono il problema minore: come si finanzia il funzionamento, la manutenzione? Si è tenuto conto che nella stragrande maggioranza dei mesi dell’anno potranno essere meno di una decina al giorno i fruitori? Cosa faranno giunti a valle questi signori privi di auto? I turisti che giungeranno ad Elva come potranno visitare le 22 frazioni ed i luoghi più interessanti, avranno a disposizione dei mezzi, li porteremo sulle spalle? Si è pensato all’impatto ambientale?

Il Comitato promette battaglia, ritenendo la proposta "inutile, anzi dannosissima per Elva". E concludono: "Questi soldi non possono essere investiti in maniera priva di alcuna educazione ambientale e collegamento con la realtà".  

bsimonelli

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