8 mesi fa straripava il Tanaro, portando via con sé terreni, ponti, case. Si ripeteva così l'incubo del '94, quando la furia del fiume inghiottì 68 persone, mettendo in ginocchio il Piemonte meridionale.
Oggi, il fiume, in alcuni tratti, è tornato ad essere poco più che un ruscello. Difficile ripensarlo come la lingua di fango e detriti che il 24 novembre scorso ha fagocitato tutto ciò che si è interposto alla sua corsa. 8 mesi fa, dove non ha trovato spazio, il fiume se l'è preso; e Trappa - frazione di Garessio, tra i comuni maggiormente colpiti dall'alluvione - ne porta ancora i segni. Dove la morsa del fiume non lo ha strappato via, l'asfalto della ciclovia Tanaro, in un tratto tra via Sparvaira e frazione Barchi, è ribollito: come se decine di talpe dal muso d'acciaio avessero cercato di crearsi un varco, incrinando il manto stradale. Il tratto della via Alpina R152, a ridosso della diga, è impraticabile, un percorso a ostacoli per i molti sportivi che continuano a passarvi.
"Abbiamo appaltato i lavori per quel tratto di via la scorsa settima. Salvo interruzioni, entro 90 giorni la strada verrà risanata", assicurano dall'ufficio Tecnico del comune di Garessio: "Abbiamo dovuto attendere i finanziamenti regionali, arrivati un mese e mezzo fa, dopodiché è stato fatto il progetto e consegnato l'appalto."
L'impresa aggiudicataria è la Boero Lino e Ivano di Pornassio.
Per procedere al ripristino dell'asfalto andranno prima ricostruite le scogliere che arginano il fiume, ad oggi inesistenti. Le tubature che risultano scoperchiate, invece, appartengono alle fonti San Bernardo: "Già messe in sicurezza, verranno interrate il prima possibile. Ma non dipende da noi."
"I lavori inizieranno a breve", garantiscono dal Comune. E la pausa estiva? "Nessuna pausa estiva", concludono da Palazzo Civico: "I lavori inizieranno al più presto e concluderanno entro la fine di ottobre."











