Attualità - 14 settembre 2017, 07:15

Succursale del Museo Egizio a Mondovì? "Ne ho parlato con il sindaco, il progetto gli piace"

L'imprenditore monregalese Enzo Garelli, che nei mesi scorsi ha lanciato l'idea di ospitare presso la Cittadella i reperti non esposti a Torino, ha incontrato il primo cittadino: ecco cosa è emerso dal confronto

Succursale del Museo Egizio a Mondovì? "Ne ho parlato con il sindaco, il progetto gli piace"

"Nei giorni scorsi ho incontrato il sindaco Paolo Adriano": a parlare così è l'imprenditore monregalese Enzo Garelli, 74 anni, che nei mesi passati ha lanciato sui social e non solo l'idea di rendere la Cittadella di Mondovì, oggi abbandonata e fatiscente, una succursale del Museo Egizio di Torino, esponendo al suo interno i reperti che non trovano collocazione all'ombra della Mole Antonelliana (clicca qui per approfondire la notizia).

Un'intuizione che, in prima battuta, ha ottenuto il placet del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al quale il signor Garelli si è rivolto via posta tradizionale per comprendere la fattibilità del progetto, e che ora ha raccolto il parere positivo del primo cittadino della città del Belvedere: "Devo dire che è stato un colloquio fattivo, durato circa tre ore, da cui è emerso un positivo apprezzamento nei confronti della mia idea di creare una sede distaccata del Museo Egizio di Torino a Mondovì. Il sindaco coinvolgerà l'assessore competente e i suoi collaboratori comunali  la Fondazione CRC e, non ultimo, il Museo Egizio di Torino per verificare la disponibilità e i margini di manovra esistenti".  

Non solo: "La cosa più importante - aggiunge Garelli - è che il nostro sindaco è intenzionato a creare a Mondovì una grande opera per la città e per il territorio, in modo da poter sfruttare le presenze turistiche delle Langhe, delle nostre amate montagne, del castello di Racconigi. Puntiamo tutti insieme sul turismo a Mondovì: lo merita soprattutto Mondovì Piazza. Crediamoci per i nostri figli e nipoti".

Nonostante l'idea sia condivisibile (e condivisa da più parti), al momento è vietato lasciarsi andare a facili entusiasmi: traguardare un simile obiettivo significa disputare una partita che vedrà schierati in campo numerosi attori, senza che vi siano certezze assolute sul risultato finale. Serviranno razionalità, diplomazia e tanto lavoro per concretizzare quello che ad oggi può essere classificato come un sogno, ma che domani potrebbe tingere di rosa il futuro di Mondovì.

Alessandro Nidi

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