Secondo la lettera inviata da Borgo San Giuseppe negli ultimi giorni a Prefetto, sindaco, Caritas di Cuneo e proprietari dello stabile, sono circa 100 le famiglie preoccupate per le voci che vorrebbero l'arrivo nella frazione cuneese di un numero non ben specificato di richiedenti asilo ospitati in un appartamento attualmente in ristrutturazione di via Bisalta, a pochi metri dalla scuola elementare all'incrocio tra via Cristofaro e via Roburent.
A scrivere la lettera in questione, a informare la cittadinanza e il Comitato di Quartiere e lanciare una campagna di raccolta firme che sembra aver coinvolto attivamente l'intera popolazione sin da subito, sono stati i residenti di un condominio (circa 16 famiglie) che con la struttura di via Bisalta condivide un cortile interno: "Stiamo raccogliendo il dissenso relativo alla collocazione nella nostra frazione di nuovi richiedenti asilo, per due motivazioni principali - sottolineano gli scriventi - : perché crediamo che la percentuale dell'accoglienza attuale sia già importante, e soprattutto perché non ci pare opportuno collocare gli eventuali nuovi arrivi nei pressi di una scuola."
Perché per i residenti il problema principale sembra essere proprio questo, la vicinanza tra la struttura che accoglierebbe i richiedenti asilo: "La preoccupazione è tanta, anche se comprendiamo che sia sbagliato sindacare le scelte di un privato. Il punto non è "non li vogliamo!", ma piuttosto "ha senso metterli lì?", vorremmo le istituzioni facessero soltanto questa riflessione. E invece, per ora, tacciono."
Ma la questione, in realtà, era stata sollevata però nei giorni scorsi dal consigliere comunale Giuseppe Lauria tramite un'interrogazione, in cui appunto chiedeva chiarimenti di sorta, specialmente sul fatto che nessuno dei residenti fosse stato informato in modo ufficiale. Anche il vicesindaco Patrizia Manassero si è espressa sull'argomento, sottolineando come alla Giunta non risulti "che si stiano aprendo nuove accoglienze in questo momento. Non ne abbiamo notizia, come Comune, ma c'è un bando aperto delle Prefetture, per cui non escludo che delle cooperative si stiano muovendo per aprire nuovi locali."
Nessuna informazione ufficiale, quindi, sui numeri e sulle modalità di questi nuovi arrivi. Sempre che poi, in definitiva, arrivino davvero.
Nonostante tutto, i residenti proseguono nelle proprie manifestazioni di dissenso: "La raccolta firme continuerà - assicurano - , anche perché se di integrazione si tratta, la Comunità ha già indicato la contrarietà a quella collocazione e il progetto a nostro avviso sarebbe già fallimentare."





