In questo vieppiù dicotomico paese ormai imperversano le marce avanti e quelle indietro frutto di continue e costose sperimentazioni che si traducono in un florilegio di complicazioni degli affari semplici, l'ultima trovata è quella della carta d'identità elettronica rilasciata a macchia di leopardo in alcuni municipi italiani tra quali, ca va sans, dire figura Cuneo.
Per ottenerla occorre nell'ordine: registrarsi, recarsi allo sportello, pagare 22 euro e attendere di riceverla dal ministero dell'interno.
DI carte elettroniche ne abbiamo già le tasche piene da quella sanitaria (a proposito non doveva servire per tutte le esigenze) fino alla patente ci mancava solo quest'ultima insomma a furia di esperimenti qui "l'identità" rischiamo di perderla.
Qualche domanda: perché si debbono spendere 22 euro per un documento dovuto mentre quella sanitaria che contiene tutti i nostri dati compreso il codice fiscale è gratuita?
La libera circolazione UE è da sempre garantita dalla normale carta cartacea ed allora ci si vuole spiegare la stravaganza promozionale che sottolinea la medesima prerogativa di quella nuova?
Insomma invece di semplificare e di ridurre i costi della vita si va nella direzione opposta.
Milioni di euro spesi per creare un sistema di emissione centralizzato al ministero, costi ingenti di spedizione, comuni di serie a) e b) e tempi di attesa.
Tradotto: prima bastava la fotografia e la firma per ricevere il documento subito oggi a Cuneo non è più cosi e non per libera scelta ma per obbligo, se abiti in un comune limitrofo rimane tutto come prima, davvero c'è da chiedersi dove siamo finiti.
Quando ero vice presidente dell'ANCI mi opposi fermamente a questa avventura ritenendola frutto di logiche economiche che nulla avevano da spartire con la vita quotidiana già sufficientemente complicata, a torto o a ragione giudicate voi.
Piercarlo Malvolti
già Vice Presidente Nazionale ANCI





