Hanno sfilato per le vie della città, ieri (domenica), di donatori dell’Adas di Saluzzo, che al suo interno comprende anche i gruppi della pianura e delle Vallate.
Una grande festa per i primi 60anni di attività dell’Associazione, che nel corso dei decenni è arrivata a toccare i 2350 donatori attivi ed un totale di 106mila sacche di sangue raccolte.
Dopo la messa in Cattedrale, officiata dal vescovo, Monsignor Cristiano Bodo, il corteo ha raggiunto l’ala di ferro di piazza Cavour.
Qui hanno parlato – in rappresentanza delle istituzioni - il consigliere regionale Paolo Allemano (“Rendete bella questa terra: quando si dona si fa opera di comunità”), il vicesindaco Franco Demaria (“Ero donatore anch’io, so quanto è bello ed importante donare il sangue. Basta allungare il braccio una quindicina di minuti nei quali si stacca la spina dai problemi”), l’onorevole Mino Taricco (“Se questo Paese continua a mantenere saldo uno spirito di comunità che ci unisce è anche grazie alla vostra disponibilità”).
Insieme a loro, in prima fila, tanti sindaci del territorio, presenti in segno di riconoscenza per l’opera “nell’ombra e silenziosa” dei tanti donatori.
Giovanni Musso, vicepresidente nazionale Fidas per il nord-ovest, ha portato il suo tributo nei confronti dell’impegno dei volontari, immaginando “cosa potrebbe accadere negli ospedali se non ci fosse sangue”.
Per la Fidas regionale, invece, il presidente Doriana Nasi ha parlato dei donatori come di un “Esercito che agisce in modo anomalo e silenzioso. Nonostante il periodo di crisi – ha detto - riusciamo a garantire una filiera di qualità per la sicurezza sia del ricevente che del donatore.
Il Piemonte si pone in questo panorama con una realtà autonoma, che sostiene anche le altre Regioni, non così virtuose. Non dobbiamo comunque pensare solo al fabbisogno attuale, ma proiettarci anche per il futuro”.
A tutti i presenti, donatori, istituzioni e rappresentanti delle altre realtà federate Fidas, sono andati i ringraziamenti del presidente dell’Adas saluzzese, Luciano Biadene.
Terminati i discorsi ufficiali, premiazioni dei volontari benemeriti e – infine – il pranzo presso il “PalaCRS” del Foro Boario, alla presenza di circa mille persone.






































