Un gruppo di consiglieri regionali del Piemonte ha chiesto a Chiamparino di bloccare la norma nazionale che lascia totale libertà di apertura agli esercizi commerciali, serate, nottate, domeniche e festivi compresi. Eppure sono già tantissimi quelli aperti alla domenica e che fanno il 24 ore su 24, senza contare le aperture “straordinarie” a Natale, Pasqua, Primo Maggio, eccetera.
Capisco e condivido le scelte di quegli esercizi commerciali che si trovano nei centri turistici. Visti i tempi di crisi, trovo giusto e legittimo cercare di fare affari proprio in quelle giornate dove è maggiore l’ afflusso di visitatori e turisti. Ma per il resto, io non ci sto.
Non farò mai la spesa di notte o nei giorni festivi per rispetto di lavoratori come questa commessa che, recentemente, ci ha scritto una lettera.
"Siamo persone, non siamo schiavi della nuova epoca, abbiamo la nostra dignità, abbiamo i nostri diritti, abbiamo famiglie, abbiamo figli… Vorremo vivere anche noi la nostra vita. Ci avete obbligato a lavorare tutte le domeniche, volevo ricordare che le domeniche non sono più considerate festivo, per cui rientrano nelle ore ordinarie, volevo ricordare che i più fortunati arrivano a guadagnare poco più di 1000 euro al mese, volevo ricordare che siamo persone…. Ora mi chiedo: che cosa stiamo aspettando? non è più tempo di rimanere in silenzio, io rivoglio la mia vita….”
Anche per rispetto a questa lavoratrice, invito i consumatori a non recarsi a comprare nei giorni festivi e alla domenica, oppure in quegli orari dove si può restare con la propria famiglia, perché anche alle tante persone che lavorano nelle imprese commerciali piace mettere a letto i propri figli.
Non si può, nel rispetto delle nostre comodità, obbligare altre persone a vere e proprie forme di schiavismo. Perché lavorare di notte e a Ferragosto, a Pasqua e a Natale, senza alcun supplemento di stipendio, è una forma di schiavitù.
Mi si dirà “ma è comodo avere l’ ipermercato aperto 24 ore su 24”, e io rispondo: “basta organizzarsi e si riesce a fare la spesa anche negli orari normali di apertura”.
PER QUESTO IO NON ANDRO' A FARE LA SPESA DI NOTTE E NEI GIORNI FESTIVI. E INOLTRE MI BATTERO’ PERCHE’ VENGA RICONOSCIUTO AI LAVORATORI L’ INDENNITA’ STRAORDINARIO E FESTIVO. MI AUGURO CHE TANTI SEGUANO IL MIO ESEMPIO.





