Una cospicua parte del buon funzionamento della Sanità in Italia è dovuta sicuramente al volontariato, e lo constatiamo ogni giorno con le donazioni di sangue, con l’assistenza ai malati, con il trasporto degli anziani e degli ammalati, con l’assistenza in ospedale.
Il volontariato è la forma sociale di altruismo che molto spesso supplisce alle carenze istituzionali, basandosi sull’aiuto che ogni cittadino dovrebbe fornire ai suoi simili in necessità. In questo campo, la donazione di una parte di se stessi rappresenta la forma più elevata e nobile di generosità: donare il proprio sangue o il proprio midollo osseo permette spesso a persone ammalate di guarire, ma donare i propri organi dopo la morte permette la vita a chi sarebbe inevitabilmente destinato a soccombere.
Per questo motivo è uno degli obiettivi prioritari della nostra Regione, che costituisce già un’eccellenza nazionale ed internazionale nel campo dei trapianti di organo. Se questo traguardo dipende certamente dai professionisti che operano nelle strutture sanitarie (basti pensare al prof. Salizzoni o al prof. Rinaldi), ma anche dall’opera della Regione Piemonte, che ha istituito il Coordinamento regionale donazioni e prelievi di organi, permettendo negli ultimi anni di invertire una tendenza negativa e di riportare il Piemonte alle prime posizioni fra le regioni più sensibili al tema dei trapianti.
I dati relativi alle donazioni nel 2016 hanno evidenziato un netto incremento rispetto al passato, portandoci al di sopra della media nazionale, e per la prima volta il numero di pazienti in attesa di trapianto non è aumentato, grazie ad un incremento degli interventi del 25% rispetto al 2015. La stessa ascesa positiva è rappresentata anche dall’andamento delle dichiarazioni di volontà dei cittadini raccolte presso gli Uffici Anagrafe nell’ambito dell’iniziativa di adeguamento normativo “Una scelta in Comune” portata avanti dal Coordinamento regionale suddetto.
Ad oggi sono 143 i Comuni piemontesi che hanno già dato la loro adesione, 23 quelli abilitati ma non attivi, 255 quelli in fase di abilitazione e 55 quelli in fase iniziale.
Per portare a conoscenza dei Fossanesi questo argomento delicato e vitale, l’AIDO ha organizzato con la collaborazione della SOMS una serata informativa lunedì 30 ottobre, che vedrà la partecipazione della dott.ssa Elisabetta Brizio, anestesista-rianimatore, della dott.ssa Marita Marengo, nefrologa, e della sign.ra Anna Campagnaro, caposala della Nefrologia di Savigliano.
L’incontro sarà introdotto dal dott. Enzo Brizio, consigliere comunale con delega alla sanità, e si svolgerà nella sede della SOMS, in via Roma 74, alle ore 21, con ingresso gratuito.





