Saluzzese - 25 ottobre 2017, 11:30

“Il Comune di Bagnolo non ha voce in capitolo sulla gestione dei rifugiati di Montoso. È una trattativa tra Prefettura e privati”

Chiesti dall’opposizione, in Consiglio comunale giungono chiarimenti sulla questione da parte del gruppo di maggioranza

Il Consiglio comunale di Bagnolo Piemonte del 23 ottobre

Il Consiglio comunale di Bagnolo Piemonte del 23 ottobre

Trattandosi di un Cas (centro di accoglienza straordinaria: ndr), il Comune non ha alcun ruolo nella questione dei migranti giunti a Montoso, si tratta di un iter tra Prefettura e soggetto privato”.

È giunta nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Bagnolo Piemonte la risposta del sindaco, Fabio Bruno Franco in merito all’arrivo nella frazione a monte del paese di sedici richiedenti asilo, alloggiati nell’ex hotel “Chamois d’Or”.

Sulla vicenda l’opposizione consiliare aveva presentato la richiesta di convocazione dell’assise, riunitasi lunedì sera.

Il privato – ha spiegato Bruno Franco – accede ad un bando della Prefettura per l’assegnazione di posti di accoglienza. L’Ufficio territoriale del Governo ha il compito di vigilare sull’osservanza delle disposizioni di legge. Al Comune, così come al comando stazione dei Carabinieri, arriva una comunicazione, dopo che le decisioni sono già state prese. Non spetta a noi dare nulla osta o autorizzazioni”.

È stato comunque rimarcato come la struttura di Montoso rispetti i requisiti previsti. A Montoso si sono recati, in queste settimane, Vigili urbani, Carabinieri e membri dell’Amministrazione comunale.

I Carabinieri – ha detto il sindaco – hanno espletato le procedure richieste dalla Prefettura, la Polizia locale ha invece effettuato un sopralluogo, ma tutto era in regola”.

Proprio sulla “visita” di alcuni amministratori all’ex “Chamois d’Or” si è soffermato il capogruppo d’opposizione Pierluigi Comba: “Se il Comune non c’entra nulla, perché vi siete recati a vedere?”.

Noi – ha invece sostenuto il vicesindaco Mara Maurino a nome dei colleghi di maggioranza – ci siamo recati a Montoso per conoscere queste nuove persone giunte nel nostro paese. Ci sembra giusto, dal momento che persone umane sono e che al primo posto viene sempre la dignità”.

Comba ha poi chiesto se gli operai del Comune abbiano o meno portato materiale presso il Cas. “Assolutamente no – ha risposto il sindaco – abbiamo portato alcune cose noi amministratori, ma il tutto rientra in un’iniziativa a titolo personale. Non penso sia un problema, se volete vi accompagniamo volentieri”.

L’opposizione, che sempre per bocca del suo capogruppo ha lamentato il fatto che “non se ne sia mai parlato nonostante i sentori”, ha poi tirato in ballo l’uso della macchina del Comune da parte degli amministratori per recarsi a Montoso.

Ho sempre usato la mia macchina, anche se come sindaco avrei la facoltà di utilizzare una vettura istituzionale. Probabilmente – ha detto Bruno Franco rivolgendosi a Comba – sei stato male informato”.

La discussione, in fase finale, si è poi soffermata sul sistema d’accoglienza, che Pierluigi Comba ha definito una “mera speculazione dei privati, mentre 140 persone nel nostro paese gravitano intorno alla Caritas”.

Siamo tutti d’accordo su questo – la riflessione di Flavio Manavellase vogliamo mettere fine a questo sistema, maggioranza e opposizione insieme, valutiamo l’apertura di uno Sprar gestito dal Comune, così con i proventi del ‘sistema accoglienza’, oltre a far fronte alla necessità dei rifugiati, aiutiamo anche i nostri concittadini che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese.

Ma, badate bene, ci vuole una grande assunzione di responsabilità politica”.

L’assessore Gianfranco Latino ha voluto ancora sottolineare, oltre alla delicatezza della questione, che facilmente si presta a facili strumentalizzazioni come “sui social network vi sia gente che su questo tema abbia scritto frasi oscene. Quello dei migranti è un problema che riguarda tutti”.

Prima dell’esaurirsi del dibattito ci sarà ancora tempo di ribadire l’assoluta assenza di spesa da parte del comune nella gestione dei Cas (chiesta da Comba e fatta mettere a verbale), così come l’assenza di problemi di ordine pubblico o integrazione tra i rifugiati ed i residenti di Montoso.

Nicolò Bertola

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