Politica - 12 novembre 2017, 07:15

Il Movimento 5 Stelle attende disposizioni per selezionare i candidati di Camera e Senato

Al momento l’unica parlamentare in pectore dalla Granda è la deputata uscente Fabiana Dadone, ma nemmeno per lei la riproposizione è scontata. Non saranno invece in corsa i candidati sindaci pentastellati di Cuneo, Manuele Isoardi, e di Savigliano, Antonello Portera

Fabiana Dadone e Mauro Campo

Fabiana Dadone e Mauro Campo

Siamo stati tutti impegnati fino a ier l’altro per le elezioni siciliane e non abbiamo ancora avuto tempo di occuparci delle politiche per cui non so dirle quando e con quali modalità verranno individuati i candidati di Camera e Senato.

Risponde così Fabiana Dadone, monregalese, l’unica “cittadina” deputata grillina del Cuneese, al quesito che le abbiamo posto a proposito di come il suo Movimento intenda affrontare la sfida elettorale della prossima primavera.

Abbiamo ragione di ritenere che per i 5 Stelle la scelta dei candidati, sia sui collegi uninominali maggioritari che in quelli plurinominali proporzionali, avverrà - secondo le prassi precedenti – attraverso le cosiddette “parlamentarie”, votazioni on line riservate ai militanti di comprovata fede. Criteri che gli altri partiti, sia di sinistra che di destra, criticano dicendo che in questo modo fa premio la cieca obbedienza a Beppe Grillo e alla Casaleggio Associati.

In verità, non è che nelle altre forze politiche, con queste modalità di voto, la cortigianeria verso il leader non valga. Anzi.

Far parte dei “cerchi magici” assicura posizioni di vertice nei listini bloccati e dunque una più facile elezione. “Non siamo come gli altri partiti. L’esperienza maturata nell’ambito di Consigli comunali non serve per accedere a ruoli sovracomunali. Per noi – spiega Dadone – due mandati a qualsiasi livello istituzionale sono più che sufficienti e rappresentano un limite insuperabile. Rifuggiamo dalla logica della professionalizzazione politica e proprio per questo prescindiamo da quei criteri che rappresentano i meccanismi tradizionali di selezione della classe politica. L’impegno che dedichiamo alle istituzioni è su base assolutamente volontaristica. Per statuto – puntualizza ancora - nessuno di noi può occupare incarichi oltre i dieci anni.

Dalle sue parole possiamo dedurre, ad esempio, che né il candidato sindaco di Cuneo, Manuele Isoardi, né quello di Savigliano, Antonello Portera, potranno essere inseriti nella rosa dei “papabili” per la corsa al Parlamento. Così come appare poco verosimile che possa esserlo l’unico consigliere regionale pentastellato cuneese, Mauro Campo. Salvo che Grillo decida diversamente e consideri i meriti acquisiti sul campo. Ma sull’eventuale deroga nessuno oggi è disposto a scommettere.

Per la Dadone resta invece la possibilità di un secondo mandato, sempre che i “clic” sulla piattaforma del Movimento siano sufficienti e a condizione che la sua ricandidatura ottenga il placet dai vertici. “Penso che riproporrò la mia candidatura, anche se l’esito non dipende da me. Quando saranno definiti i confini dei collegi elettorali forse potrò dirle qualcosa di più, almeno rispetto al metodo di selezione adottato. Non voglio essere scortese, ma in questo momento non saprei proprio cosa dirle di più.

C’è comunque attesa perché se è vero che nelle recenti amministrative nessuno dei candidati sindaci pentastellati è arrivato al ballottaggio a Cuneo, Mondovì e Savigliano, il dato delle politiche potrebbe essere di altro tenore. Non è infatti scontato che il nuovo sistema elettorale sia destinato ad avvantaggiare solo centrodestra o centrosinistra perché lo hanno votato. Chi può dire con certezza che il Rosatellum penalizzi in partenza il M5S? Un commento a tal proposito arriva dallo stesso Luigi Di Maio: “Alle politiche non sarà così difficile ovviare agli inconvenienti del modello elettorale siciliano. I cittadini – ha dichiarato il candidato premier pentastellato - dovranno barrare il simbolo sulla scheda e basta. I signorotti dei voti non potranno usare mezzucci come il trascinamento, i nomi sulla scheda scritti in un certo modo per segnarla e renderla riconoscibile a chi controlla il voto, liste piene di rastrellatori di voti e altre schifezze simili.

Parole, quelle di Di Maio, che quasi fanno dimenticare le barricate alzate da parlamentari e militanti grillini davanti a Montecitorio e Palazzo Madama non più tardi di una quindicina di giorni fa.

Giampaolo Testa

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