Attualità - 05 dicembre 2017, 13:00

Saluzzo, in dirittura d'arrivo il restauro del coro ligneo della chiesa di San Giovanni

Uno stallo e il badalone restaurati sono esposti nel Museo diocesano. Il lavoro è stato eseguito nel Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale. Tornerà nella cappella marchionale di San Giovanni ma non prima del restauro della Chiesa su cui i vari enti si stanno adoperando. La presentazione delle fasi di restauro nell’antico episcopio

Saluzzo, badalone e stallo del coro ligneo della chiesa di San Giovanni

Saluzzo, badalone e stallo del coro ligneo della chiesa di San Giovanni

Nel salone degli Stemmi dell’Antico palazzo dei vescovi (in via Maghelona) sono ammirabili da venerdì 1 dicembre, freschi di restauro, uno stallo ed il badalone del coro ligneo della chiesa di san Giovanni. Resteranno esposti fino all’ Epifania, nei giorni di apertura museale l’8, il 16, il 26 dicembre e il 6 gennaio.

Accanto ai due manufatti di alto valore artistico, una serie di tavole didattiche illustra il complesso recupero e inquadra l’arredo liturgico nel contesto storico e culturale per il quale è nato e nel quale è stato trasferito.

La presentazione delle fasi di restauro, eseguite nel Centro Conservazione Restauro "La Venaria Reale" e giunte alla fase terminale, è avvenuta venerdì scorso, alla presenza di un parterre importante di referenti, del vescovo Cristiano Bodo e del vescovo emerito Giuseppe Guerrini.

Il coro ligneo quattrocentesco, formato da 13 stalli, giunto nel XIX secolo dalla Abbazia di Sant’ Antonio di Ranverso  per arredare la cappella marchionale in San Giovanni, tornerà a casa, ma non nell’immediato. Dopo il restauro, necessita di un contenitore sicuro che ne preservi i  lavori eseguiti. Certamente il recupero del coro è un segnale e apre prospettive per il futuro restauro della chiesa su cui tutti gli enti, Diocesi, Comune, Regione Soprintendenza, Istituti bancari stanno lavorando per trovare soluzione.

Alla presentazione condotta dal vescovo Bodo hanno partecipato la Soprintendente, Egle Micheletto con  Valeria Moratti, l’assessore alla cultura Roberto Pignatta, il consigliere regionale Paolo Allemano, don Marco Gallo, Stefano Trucco presidente del Centro Conservazione Restauro con lo storico dell’arte Guido Gentile  e Paolo Luciano del laboratorio arredi e sculture lignee. Presenti i presidenti delle Fondazioni CrTorino e CrSaluzzo, Giovanni Quaglia e Gianni Rabbia, i cui enti hanno stanziato rispettivamente 35 mila euro e 12 mila euro, rendendo possibile il trasferimento degli stalli e del badalone al Centro “La Venaria Reale”.

Il coro è diviso in due gruppi da quattro stalli (laterali) e uno da cinque (centrale) - spiega Sonia Damiano dell’Ufficio per i Beni culturali della Diocesi  di Saluzzo che ha seguito l’iter del restauro - Gli stalli e il badalone sono realizzati in legno di noce (Juglans Regia) con  elementi decorativi  di  intaglio e intarsio. In particolare le decorazioni geometriche sono eseguite ad intarsio certosino a toppo. Le sedute mobili, prive di “misericordie”,  sono fissate con cerniere. ogni stallo presenta una cuspide formata da una parte frontale intagliata con motivi geometrici e fitomorfi e da una parte posteriore con una policromia stesa direttamente sul legno, di colore azzurro molto tenue con al centro una stella a sei punte di colore chiaro.

L’intervento di restauro, attualmente ancora in corso, è stato preceduto da una lunga fase preliminare di conoscenza tecnica e delle forme di degrado, che le condizioni ambientali hanno prodotto.

"Erano evidenti diffusi problemi conservativi con fessurazioni e fenditure, fratture nella struttura, lacune nelle decorazioni e strati di finitura che alteravano la percezione di intagli e intarsi. Il coro è completato dal badalone, composto da una parte inferiore decorata con tarsie certosine a toppo quadrangolari e un leggio traforato e intarsiato. La  lettura del raffinato intarsio geometrico, che decora i quattro lati del badalone e il nodo dodecagonale era completamente offuscata dagli stessi strati che si sono rinvenuti sugli stalli del coro. La deformazione dei cardini dell’anta frontale ne impediva l’apertura. La pulitura effettuata esattamente come per gli stalli del coro,  ha permesso di riscoprire la straordinaria qualità dell’intarsio e la policromia delle diverse specie lignee utilizzate per ottenere effetti di tridimensionalità del decoro delle 32 formelle quadrate che compongono il corpo del badalone”.

Per l’interesse storico-artistico e la complessa casistica dei problemi conservativi rilevati, sono stati coinvolti nel restauro anche gli allievi del terzo anno del corso di laurea in Conservazione e restauro dei beni Culturali dell’università degli studi di Torino nell’ambito  del tirocinio curriculare.

“Dall’orizzonte del Piemonte occidentale, tra XIII e XV secolo, ci sono giunti un limitatissimo numero di cori: da quello dell’abbazia della Novalesa, trasferito nell’Ottocento nella parrocchiale di Bardonecchia, a quello della Cattedrale di San Giusto di Susa; dal coro della Certosa di Banda, recentemente restaurato e riallestito per ragioni di tutela nella parrocchiale di Villar Focchiardo, a quello commissionato intorno al 1480 per Sant’Antonio di Ranverso da Jean de Montechenu.

Quest’ultimo esemplare, esito di una evoluzione stilistica che guarda ai coevi insiemi di Chieri ed Asti, ormai contaminati dalla cultura lombarda, è documentato a Saluzzo, a ridosso delle pareti lapidee della cappella marchionale dal 1831, in un’incisione del Migliara. La fortuna di tale tipologia di arredi nel corso dell’Ottocento può essere letta nella direzione del revival gotico che caratterizza tanta parte del nostro territorio, manifestatosi anche attraverso le scelte operate per la decorazione pittorica interna della Cattedrale". 

vilma brignone

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