Le chiamano "pietre d'inciampo" e vengono installate sui marciapiedi e sulle strade. Le chiamano "pietre d'inciampo" perché è impossibile non "inciampare" nella storia, nelle atrocità di una parentesi temporale che nulla dovrebbe avere da spartire con il genere umano, ma che invece rappresenta il periodo più buio e crudele del Novecento.
Le ha create Gunter Demnig, artista berlinese di 70 anni. Hanno le medesime dimensioni dei sanpietrini, vengono collocate di fronte ai portoni d'ingresso delle abitazioni delle vittime dei campi di concentramento e sono già presenti in gran numero in Italia, ma non in provincia di Cuneo. O meglio, non ancora.
MONDOVÌ E I FRATELLI LEVI - Nelle scorse settimane, infatti, l'istituto secondario di primo grado "Emilia Cordero di Montezemolo" di Mondovì ha sottoposto l'idea all'attenzione dell'assessore Luca Robaldo e della Giunta comunale, al fine di onorare la memoria di tre concittadini periti ad Auschwitz: i fratelli Levi. Pia, Aldo e Beniamina erano nati da papà Isacco e da mamma Anna Segre rispettivamente nel 1899, nel 1907 e nel 1917 a Breo, in via Sant'Agostino, dove ancor oggi sorge la loro casa, davanti alla quale saranno posizionate le pietre d'inciampo. Portavano un cognome scomodo per quei tempi, un cognome che rendeva ancor più identificabili gli ebrei. Le sorelle Pia e Beniamina furono arrestate il 21 gennaio 1944 a Saluzzo, sette giorni più tardi lo stesso destino colpì Aldo, mentre si trovava a Torino. Furono tutti e tre trasferiti nel lager di Auschwitz, ove morirono in data ignota. Si conosce solo il giorno della morte di Beniamina: domenica 4 marzo 1945. Beniamina aveva solo 28 anni.
"GESTO SIGNIFICATIVO" - La posa delle tre pietre d'inciampo avrà luogo sabato 27 gennaio ("Giorno della Memoria", durante il quale si commemorano le vittime dell'Olocausto) e, a tal proposito, l'assessore Robaldo ha affermato: "Portare a compimento una simile azione in questo periodo è ancora più significativo, in quanto c'è un rigurgito di antisemitismo e nazifascismo ovunque. Trovo altrettanto significativo che dei giovani studenti di una città di provincia come Mondovì abbiano avuto questo sentimento importante, che deve essere giustamente valorizzato: i valori della Resistenza sono assolutamente condivisi e da proteggere".
GIORNO DEL RICORDO E 70 ANNI DI COSTITUZIONE - Robaldo ha poi svelato le iniziative comunali future: "Il prossimo 10 febbraio ricorderemo anche le vittime delle foibe. Abbiamo inoltre in programma una serie di momenti di approfondimento e di celebrazione per il settantesimo anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione italiana. Il palinsesto verrà reso noto più avanti".





