Nel 2017 la maggior parte dei pensieri, politici e non, viene affidata ai muri virtuali dei social network, infallibile veicolo di condivisione nell'era della tecnologia più avanzata.
Succede così che anche di fronte all'attualità più stretta, come ad esempio il trasferimento delle salme di Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena di Savoia all'interno del Santuario di Vicoforte, diversi amministratori esprimano il proprio punto di vista attraverso la tastiera di un computer, di un tablet o di uno smartphone.
Fra di essi vi è anche Edoardo Bona, docente universitario e assessore comunale di San Michele Mondovì con delega alla Cultura e all'Istruzione, all'Ambiente e al Sociale, che ha usufruito dello spazio concesso da Facebook per condannare apertamente la scelta di traslare i Reali nella basilica vicese.
PREMESSA - Lo "sfogo" social dell'assessore si apre con una premessa: "Sconcerto e indignazione - scrive -. In questo momento pensavo che la disillusione per l'esistenza mi mettesse al riparo dalla voglia di indignarmi, eppure confesso di non poter tacere, come cristiano e come amministratore locale (ancora più sorprendente: gli amministratori locali ne hanno viste tante, che, per sopravvivenza, non si sprecano più energie a indignarsi, semmai ci si dispera). Non voglio qui discutere se sia "giusto" aver fatto rientrare la salma di un sovrano che ha avuto il ruolo storico che ha avuto in Italia e se sia il momento opportuno: avrei un'opinione anche in merito a questo, ma, almeno per ora, mi limito a esprimerla al bar, come chiunque altro, perché penso che sia una valutazione personale, molto opinabile, per cui penso di non avere argomentazioni molto originali, né valutazioni inoppugnabili".
PERCHÉ IN UN SANTUARIO? - "Il mio sconcerto - prosegue Bona -, è un altro, e riguarda il fatto che nel 2017 tali spoglie sono state accolte "in Santuario", come noi familiarmente chiamaiamo il Santuario Regina Montis Regalis di Vicoforte. Le chiese sono piene di tombe di assassini, di monumenti eretti col sangue e col potere del danaro, e Dio solo sa se fra coloro che veneriamo come Santi non ci sono anche alcuni fra i più grandi peccatori: la storia è la storia e anche la Chiesa vive nella storia e non mi sogno affatto di smantellare il passato e cacciare dalle chiese gli immeritevoli potenti del passato. Ma oggi è oggi: oggi le chiese sono luoghi di culto, non tombe: se si dà sepoltura in un tempio a qualcuno, dovrebbe essere per riconoscere un privilegio particolare a questa persona rispetto alle migliaia poste a riposo nella terra dei cimiteri. Chiamatemi ingenuo, ma continuo a credere che si debba oramai cercare di costruire una Chiesa che non dà privilegi al potere, al denaro alla "nascita". Mi pare di ricordare più di un passo delle Scritture in cui si parla di uguaglianza fra gli uomini. Non mi importa ora dare un giudizio su quello che ha fatto in vita quell'uomo: sono convinto, è vero, che le azioni vadano giudicate, anzi che sia un dovere giudicarle (se no come si fa a decidere cosa fare?), ma le persone le giudichi Chi ha questo compito e sa farlo con giustizia e misericordia. Si può condannare un'azione anche se non si è in grado di dire come e perché è stata compiuta: fortunatamente lo saprà Iddio. Non è questo ora il mio discorso: è indubitabile che tumulare quella salma in un santuario non significa per carità cristiana riconoscergli il diritto alla misericordia. Non si tratta di riconoscere il diritto a una sepoltura o a riposare nella terra d'origine: significa riconoscergli il diritto a un privilegio che lo distingue dagli altri fedeli, e che lo distingue associandolo a un luogo di culto. Orbene, essendo noi nel 2017, io mi chiedo: perché? Il sovrano lo è ancora per volontà divina? Perché la famiglia è ricca? Perché è in altro modo potente? Questa è una cosa che la Chiesa oggi non doveva fare (e non è affatto l'unico caso)".
"DISERTARE LE MESSE A VICOFORTE" - Bona lancia, a questo punto, una provocazione "forte": chi, come lui, non accetta la presenza delle tombe dei Savoia nella basilica, diserti le funzioni religiose al suo interno. "Io non so se i giornali dicono la verità e non ho parlato con gli interessati, ma ho letto dichiarazioni di sacerdoti che conosco personalmente e si dichiarano entusiasti della cosa e addirittura dicono di averla caldeggiata. Non so se è giusto chiudere i conti con il passato (da quel che sento in giro, a me sembra che non sia ancora ora, ma posso sbagliarmi), ma chiudere i conti con il passato significa accogliere in un santuario? Io sono veramente sconcertato di certe dichiarazioni: posso essere disilluso, ma non vedo perché non si debba cercare di combattere contro questi privilegi. La sepoltura in chiesa è un'eccezione. In base a cosa è stata concessa questa eccezione? Spiegatemelo. Scusate, ma fino a che non me lo spiegherete cercherò di non mettere piede in santuario. Anzi: sono convinto che un'eucarestia celebrata anche dal più grande dei peccatori sia "valida" comunque, ma perché non si dovrebbe dare anche un segno dal basso: di chiese ce ne sono a bizzeffe. Potrebbe essere un segno se i fedeli semplicemente iniziassero, con tutto il rispetto per la Madonna, ad andare a messa altrove, almeno per un po'. Non credo che la Vergine si offenderebbe e forse qualcuno si fermerebbe a riflettere sul fatto che i fedeli sono tutti uguali".
FRECCIATA FINALE - Il post dell'assessore sanmichelese si chiude con una frecciata a metà fra l'ironico e il sarcastico: "E qui viene il mio breve pensiero ai miei colleghi amministratori - conclude -: ho sentito da alcuni (non cercate di individuarli: non sono chi vi aspettate) commentare la cosa con la frase: "Vuoi mettere quanti bus di turisti arrivano ogni giorno a Hautecombe? Sarà un successo turistico!". Bene: vorrà dire che compirò un efferato omicidio. Se mi gioco bene le mie carte, chissà quanti verranno a vedere il luogo del delitto e il luogo dove viveva l'insospettato omicida! Dopo, però, voglio essere sepolto in Santuario come benefattore dell'economia locale!".




