Attualità - 22 dicembre 2017, 14:34

Una fotografia delle carceri in provincia di Cuneo, tra numeri, criticità e progetti

Il bilancio è di Bruno Mellano, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Piemonte

Il carcere di Saluzzo

Il carcere di Saluzzo

A fine 2017 il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte Bruno Mellano ha stilato un bilancio sulla situazione delle carceri nella nostra regione. In particolare, vi proponiamo un focus su quelli presenti in Granda.

Alba Casa di reclusione “Giuseppe Montalto” (Loc.Toppino, via Vivaro n. 14)

Presenze: 42 – capienza regolamentare: 142 - capienza effettiva: 35 Tasso di affollamento: 120 % Garante comunale: Alessandro Prandi

Segnalazione problematiche: In data 1° giugno 2017 è stata riaperta la sola sezione dedicata in precedenza ai collaboratori di giustizia. Si tratta di una palazzina di duepiani atta ad contenere 35 persone. Appena riaperta la sezione ha ospitato 55 con un affollamento del 157%. Dopo diverse sollecitazioni si è arrivatia d ottenere ad una presenza media di 45 persone e si è ottenuto che si  effettuassero dei lavori in economia al fine di ampliare le aree comuni di passeggio a disposizione dei ristretti. Sono riprese, pur nella risigatezza degli spazi, le attività di formazione per operatori agricoli e il lavoro presso il tenimento agricolo (vigneto e orto) ospitati nella Casa di Reclusione. Purtroppo nulla si sa di certo in merito ai lavori relativi alla completa riapertura della struttura che a pieno regime dovrebbe ospitare 145 persone. Negli ultimi mesi si sono succedute dichiarazioni e atti specifici da parte del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: Il 4 ottobre nel corso di un incontro con il Sindaco di Alba la Sottosegretaria Federica Chiavaroli afferma: “Entro fine anno verrà ultimato il progetto esecutivo. Poi si procederà con la gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori. Entro la fine del 2018 la casa di reclusione riaprirà completamente”.

Il 9 ottobre, da parte del DAP veniva reso noto il cronoprogramma degli interventi da cui si desumono le tempistiche previste per i lavori. Analizzando attentamente la scansione dei tempi previsti, ci si rende facilmente conto che se per i lavori si prevedono “365 giorni naturali e consecutivi” la fine dei lavori è prevedibile per gli ultimi mesi del 2019, senza considerare interruzioni dovute ad esempio alle feste comandate, a cui seguiranno, entro i sei mesi successivi, il collaudo e la riconsegna dell’edificio.

Francamente riesce difficile individuare la fine del 2018 come data credibile per la riapertura anche solo parziale dei padiglioni attualmente fuori servizio. Infine il 22 novembre 2017 il Ministro Orlando in risposta all’ennesimo question time alla Camera confermava le perplessità espresse in precedenza: “In risposta alle sollecitazioni e agli indirizzi impartiti, l'amministrazione penitenziaria ha comunicato che la gara per l'aggiudicazione dei lavori si terrà, contrariamente a quanto in precedenza indicato per problemi attinenti alla progettazione esecutiva, entro i primi mesi del 2018 ed i lavori da consegnare immediatamente saranno conclusi entro un anno dalla consegna dei lavori all'impresa aggiudicataria”.

Quello chepreoccupa non sono tanto i tempi, più o meno lunghi, ma il mutare sistematico delle previsioni nel giro di pochi mesi quasi a sottendere la mancanza di una reale capacità o volontà di programmazione. Nell’attesa del preannunciato completo ripristino, rimane da chiarire l’utilizzo delle aree e delle parti dell’edificio non dedicate al pernottamento che si potrebbero nell’attesa utilizzare per attività di socialità o di laboratorio in un proficuo ed auspicato work in progress.

Cuneo Casa circondariale (via Roncata n. 75) Presenze: 250 – capienza regolamentare: 427 Tasso di affollamento: 58,54 % - percentuale di stranieri: 66,12% Garante comunale: Mario Tretola

Segnalazione problematiche: La struttura è caratterizzata dalla presenza di un padiglione di recente costruzione e da due vecchi edifici: uno chiuso da circa 1 anno (il Cerialdo– 41 bis”) ed uno chiuso da circa 10 anni (il vecchio giudiziario). Le maggiori ed emergenti problematiche nell’attuale gestione, dove ad oggi si registra l’utilizzo del solo nuovo padiglione, derivano direttamente da una cattiva progettazione ed edificazione: il passeggio all’esterno è penalizzato da spazi così ristretti che alcuni detenuti rinunciano persino ad effettuare l’ora d’aria. Gli stessi spazi per la pratica di sport o ginnastica (palestrine) non sono funzionali e la fruibilità oraria da parte dei detenuti risulta quindi troppo limitata. Sarebbe auspicabile un potenziamento dell’attività di floricoltura, che ha tutte le potenzialità per impiegare un maggior numero di detenuti.

E’ stata preannunciata ufficialmente la volontà di una prossima, forse imminente, riapertura del padiglione Cerialdo per l’allocazione di due sezioni destinate ai detenuti in regime di 41bis, ma risulta che i necessari lavori di adeguamento non siano pienamente conclusi, ad esempio manca l’isolamento termico in particolare non si è provveduto alla sostituzione dei serramenti per cui le finestre risultano essere in ferro senza alcuna vera possibilità di coibentare le stanze e quindi, a giudizio dei Garanti, i locali non sono ancora a norma.

In generale si segnala come necessaria una revisione degli spazi non utilizzati, in particolare quelli del vecchio reparto giudiziario, che potrebbero diventare funzionali e fruibili per attività varie a costi relativamente contenuti se si decidesse di utilizzare la manodopera interna, formata per altro dai corsi della Scuola Edile. Le indicazioni suggerite potrebbero da un lato garantire una detenzione meno afflittiva e dall'altro, se ben gestite e organizzate, far nascere significative e durature nel tempo opportunità di lavoro interno in collaborazione con realtà esterne. In un carcere in cui la popolazione reclusa è quasi al 70% straniera, la possibilità di un seppur minimo guadagno, impegnando positivamente il tempo, diventa essenziale nel percorso riabilitativo.

Fossano Casa di Reclusione a custodia attenuata (Via San Giovanni Bosco n. 48)Presenze: 121 – capienza regolamentare: 133 Tasso di affollamento: 90,97 % - percentuale di stranieri: 51,80 % Garante comunale: Rosanna Degiovanni

Segnalazione problematiche: Permane e si aggrava la problematica già segnalata un anno fa, consistente nell’insufficienza degli spazi detentivi destinati ai ristretti in regime di semilibertà o ammessi al lavoro esterno ex art. 21 con la conseguenza che alcuni di questi ultimi sono stati allocati direttamente nella sezione detentiva comune con evidenti ripercussioni negative sul complesso di un Istituto che si vorrebbe a “custodia attenuata”. A ciò si aggiunge la scarsità di spazi destinati alla socialità e alle attività, ora più che mai indispensabili a seguito dell’applicazione del regime detentivo di “sorveglianza dinamica” e dell’apertura delle celle e delle sezioni (fino alle ore 22.00 in estate e alle 21.00 in inverno). Come già prospettato un anno fa la soluzione potrebbe consistere nella creazione di nuovi spazi dedicati ai detenuti in regime di semilibertà ed ammessi al lavoro esterno, anche attraverso la rimodulazione e la ridefinizione organizzativa degli spazi esistenti. Alcuni anni fa era già stato predisposto e presentato dalla Direzione un progetto che prevedeva lo spostamento del laboratorio di saldo-carpenteria e degli uffici della Polizia Penitenziaria dal piano terreno al primo piano, consentendo il recupero nell’area detentiva di grandi spazi, facilmente riconvertibili a funzioni sociali o ad attività, con lavori di semplice manutenzione ordinaria e spostamento degli arredi e avvalendosi anche del lavoro interno dei detenuti.

Saluzzo (Cn) Casa di reclusione “Rodolfo Morandi” (Regione Bronda n. 19/B)Presenze: 344 – capienza regolamentare: 462 Tasso di affollamento: 74,45 % - percentuale di stranieri: 37,54 % Garante comunale: Bruna Chiotti

Segnalazione problematica: L’Istituto è caratterizzato dalla presenza di un nuovo padiglione affiancato al vecchio preesistente, ma solo 2 delle 4 sezioni della nuova struttura sono state aperte, inaugurate e utilizzate da circa un anno (dicembre 2016). La carenza di personale appare essere elemento fondante la mancata apertura delle restanti due sezioni inutilizzate. Appare sempre più critica la situazione del locale vecchia cucina: un impianto elettrico non è più adeguato, sia per quanto riguarda la funzionalità che la sicurezza; perdite d’acqua ovunque, anche dal soffitto; le cappe d’aspirazione non sono funzionanti da anni, problema che obbliga a tenere le finestre sempre aperte per disperdere il vapore. In considerazione del malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento ciò comporta comprensibilmente che il lavoro venga spesso svolto ad una temperatura ambientale proibitiva.

La manutenzione dell’intero apparato per cucinare che comprende bollitori, rubinetteria, ma anche i tavoli da lavoro e la pavimentazione avviene con periodicità troppo sporadica: gli stessi carrelli portavivande sono fatiscenti e vanno sostituiti. La tettoia adiacente al cortile, dove avvengono le operazioni di carico e scarico merci, a causa della neve è pericolante, una situazione evidentemente pericolosa per gli addetti al lavoro.

Paradossalmente a fianco della vecchia cucina, da un anno chiamata a soddisfare le esigenze di due padiglioni e dei relativi ospiti, è presente una nuova cucina non attivata, ma attrezzata e, laddove si accertassero indispensabili i lavori di adeguamento prospettati per l’attivazione e l’utilizzo della nuova struttura di servizio per l’intero Istituto, un investimento sul completamento funzionale della nuova cucina renderebbe fruibili diversi spazi della vecchia e dei servizi annessi ad essa (magazzini,depositi, ...) per laboratori professionali e attività formative lavorative, anche da parte di soggetti esterni. Altre criticità importanti riguardano l’inadeguatezza degli spazi di socialità e di quelli destinati ai laboratori, formativi, lavorativi, scolastici.

E’ stato presentata dall'Istituto scolastico Liceo Artistico Statale “Marcello Soleri” un interessante ed elaborato progetto chiamato “esemplare” per la riorganizzazione di un modulo scolastico avanzato sul modello dei poli universitari, progetto che meriterebbe una presa in considerazione per un innovativo approccio alla questione scolastica interna al carcere e che inciderebbe sull’utilizzo della struttura detentiva, anche approfittando di significativi fondi specifici del MIUR. Si segnala infine la mancanza di attrezzature ginniche adeguate nella palestra, uno spazio utilizzato peraltro anche dagli studenti ristretti del liceo.

 

bs

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