Regalo di Natale quantomai gradito, sotto l’albero del Comune di Saluzzo.
“Proprio oggi (20 dicembre: ndr) abbiamo ricevuto – ha detto il sindaco della città, Mauro Calderoni – il decreto di trasferimento dei magazzini d’armata di piazza d’armi, che dal 19 dicembre sono in capo al Comune”.
“Una vicenda che si chiude positivamente – ha aggiunto Calderoni – grazie all’ottimo lavoro degli uffici comunali ed al contributo determinante dell’onorevole Chiara Gribaudo”.
La querelle tra Comune e Demanio per l’acquisizione dell’immobile si era aperta nel 2009. L’ultimo atto ufficiale da parte dell’Amministrazione cittadina si era avuto a ottobre 2017, con l’approvazione unanime da parte del Consiglio della richiesta di “attribuzione gratuita al patrimonio dell’Ente comunale del bene”.
Inizialmente, il protocollo tra le parti era scaduto per decorrenza dei termini massimi. L’iter si era poi riaperto nell’aprile 2017, quando lo Stato aveva dato il proprio assenso a concedere al Comune l’ex caserma, in cambio di un comodato d’uso gratuito dell’attuale caserma dei Carabinieri, con oneri di manutenzione a carico dell’Amministrazione cittadina.
Una richiesta che era stata definita dal Comune non congrua. L’Ente pubblico saluzzese aveva infatti in mano una perizia di stima che attribuiva allo stabile che ospita la Benemerita, anche a termine dei lavori di ampliamento e ristrutturazione, un valore comunque inferiore all’ex Filippi.
A distanza di due mesi circa (era il 21 giugno), la comunicazione dell’Agenzia del Demanio – trasmessa alla Prefettura – con la precisazione che “le condizioni espresse per la permuta erano da considerarsi applicato soltanto alla parte nuova della caserma dei Carabinieri”.
Ora, con la missiva giunta dall’Agenzia del Demanio e datata 19 dicembre 2017, si conclude la seconda operazione di acquisizione dell’ex Caserma Filippi, nell’ambito del Federalismo demaniale. Il primo aveva portato ad uno “scambio” tra l’ex magazzino comunale di via Monviso con un terzo dell’ex Caserma Filippi, pari a 3600 metri quadrati.




