Attualità - 31 gennaio 2018, 10:18

L’appello di Mauro Gola (Confindustria) alle famiglie degli studenti diventa un caso nazionale

Tv, quotidiani, sindacalisti e politici si cimentano nei commenti più disparati dopo l’intervento del presidente degli industriali. Un intervento che ha avuto il pregio di portare Cuneo alla ribalta nazionale

L’appello di Mauro Gola (Confindustria) alle famiglie degli studenti diventa un caso nazionale

Ha fatto clamore, probabilmente più del previsto, la lettera aperta del presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola, alle famiglie i cui figli devono decidere quale percorso di studi intraprendere dopo la terza media.

Una lettera argomentata in cui si evidenzia l’esigenza che le aziende cuneesi hanno di poter disporre di personale tecnico qualificato. In un contesto in cui c’è una fame disperata di lavoro non si può certo dire che si sia trattato di un’osservazione peregrina, tuttavia qualcosa, nel messaggio, o non è stato trasmesso nel modo giusto oppure è stato, almeno in parte, equivocato.

Tv  e quotidiani nazionali si cimentano oggi in lungo e in largo a commentare la vicenda. Su La 7, la trasmissione Omnibus di questa mattina (mercoledì 31 gennaio) è stata interamente dedicata al caso, con vari ospiti politici in studio tra cui il cuneese Guido Crosetto

Il Corriere della Sera ieri ha ripreso l’appello di Gola titolando: “Giovani, non studiate troppo”. Questa mattina, sempre sul CorSera, Massimo Gramellini dedica la sua rubrica “Il Caffè”  a “Il mestiere di studiare” riprendendo la questione e facendo pure le pulci alla sintassi di Gola (la lettera del presidente di Confindustria – annota Gramellini – “comincia con una virgola tra il soggetto e il verbo”. Questo il testo integrale del Gramellinipensiero:    

“La lettera aperta in cui il presidente degli industriali di Cuneo esorta le famiglie con un figlio in età da liceo a fargli fare l’operaio ha il pregio di metterci davanti a una questione spesso elusa: a che cosa serve studiare? Se la scuola ha solo il compito di formare dei lavoratori, allora il presidente Gola ha ragione. Poiché nei prossimi anni la sua provincia avrà bisogno di dieci filosofi, cento avvocati e quarantamila operai, l’industria dell’istruzione deve provvedere a fornirglieli in proporzione, a prescindere dalle ambizioni dei ragazzi e dei genitori, che la lettera definisce «aspetti emotivi e ideali» inconciliabili con «l’esame obiettivo della realtà». Eppure qualche idealista emotivo crede ancora che la missione della scuola consista nel cambiarla, la realtà. Fornendo ai ragazzi gli strumenti per comprendere un discorso e magari scriverlo (la lettera del presidente — non ce ne voglia — comincia con una virgola tra il soggetto e il verbo). E offrendo a tutti i meritevoli, anche se poveri, la possibilità di inseguire i propri talenti e migliorare la propria posizione sociale. Per questo i nostri nonni si spezzavano la schiena pur di fare studiare i figli. Volevano che stessero meglio di loro: nel portafogli, ma anche nella testa e nel cuore. Non è questione di preferire il lavoro intellettuale a quello manuale, entrambi nobilissimi. Solo di ricordarsi che la scuola non è nata per formare dei lavoratori, ma degli esseri umani”.

Mentre annotiamo con favore che l’appello di Gola ha avuto il merito di portare Cuneo alla ribalta nazionale questa volta non soltanto per “il meteo non pervenuto”, ci permettiamo un paio di semplici annotazioni.

La prima: la formazione professionale o lavorativa che dir si voglia vale a tutti i livelli, laureati compresi. E’ su questo che la politica, le associazioni di categoria e il sindacato medesimo dovrebbero riflettere attentamente. La seconda: sarà un caso fortuito se Sergio Marchionne, top manager della Fca, l’uomo che ha guidato il rinnovamento della Fiat, è laureato in filosofia? E da quanto ci risulta non è il solo… Ciò premesso – sommessamente e con umiltà – ci permettiamo di suggerire al presidente Gola di meglio dettagliare il suo ragionamento. Anche su questo fronte Confindustria potrebbe concorrere a …fare scuola.        

Giampaolo Testa

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