Sport invernali - 22 febbraio 2018, 07:23

Calgary 1988: Tomba "La Bomba" ferma il Festival di Sanremo e fa esultare l'Italia

Insieme all'esperto Pietro Tassone ripercorriamo la storia dei Giochi invernali. Lo sciatore bolognese centra una splendida doppietta aurea, mentre nel pattinaggio artistico impazzano la "Battaglia dei Brian" e il "Duello delle Carmen"

Nell'immagine il logo di Calgary 1988, un momento della cerimonia inaugurale e Alberto Tomba in azione

Nell'immagine il logo di Calgary 1988, un momento della cerimonia inaugurale e Alberto Tomba in azione

Prosegue il viaggio nella storia delle Olimpiadi invernali che Campioni.cn ha scelto di proporre ai suoi lettori, affidando i comandi al 94enne di origini frabosane Pietro Tassone, grande esperto in materia e campione nel 1957 di "Lascia o Raddoppia". Grazie ai suoi ricordi enumereremo medaglie, racconteremo aneddoti curiosi e vi accompagneremo durante i Giochi di Pyeongchang 2018.

CALGARY 1988

NOTE DI FOLKLORE - La quindicesima edizione delle Olimpiadi invernali si svolse in Canada, più precisamente a Calgary, nello stato dell'Alberta. Il palinsesto a cinque cerchi constava di 46 gare, con oltre 1420 atleti, suddivisi in 57 rappresentative, pronti a contendersi le medaglie. A spiccare, indubbiamente, fu la presenza della Giamaica nel bob, il cui equipaggio si ribaltò clamorosamente durante la gara a quattro, regalando una nota di folklore a una kermesse che annoverò fra i suoi protagonisti in negativo anche il britannico Eddie Edwards, autore di performance non esattamente brillanti nel salto con gli sci. Nella terra delle foglie d'acero si poté assistere al debutto del curling, del freestyle e dello short track, disputati però solo ed esclusivamente come discipline dimostrative, e al ritorno della combinata nel programma dello sci alpino.

TOMBA "LA BOMBA" - I Giochi del 1988 furono quelli della deflagrazione de "La Bomba"; questo, infatti, fu l'appellativo che si guadagnò Alberto Tomba, giovane promessa dello sci italiano, dodici mesi prima terzo classificato ai Mondiali. Sulle nevi nordamericane, lo sciatore di San Lazzaro di Savena debuttò con un'uscita di pista nel supergigante, che seppe prontamente riscattare con una duplice medaglia d'oro nel gigante e nello slalom. In particolare, si ricorda la seconda manche del gigante, che, a causa del fuso orario, in Italia venne trasmessa nella prima serata del 25 febbraio, mentre era in corso di svolgimento il Festival di Sanremo, condotto da Miguel Bosé e Gabriella Carlucci. La RAI decise di interrompere la rassegna canora per consentire all'intero Paese di assistere in diretta alla performance dell'emiliano, che fece scattare in piedi tutto il pubblico presente all'interno del teatro "Ariston", a cominciare dal compianto Aldo Biscardi, storico conduttore del "Processo". Grazie a Tomba, gli azzurri chiusero le Olimpiadi di Calgary al decimo posto nel medagliere, forti anche dell'argento nella 50 chilometri di fondo di Maurilio De Zolt e dei due bronzi provenienti dal biathlon (Johann Passler nella 20 chilometri e staffetta 4x7,5 chilometri).

LA "BATTAGLIA DEI BRIAN" E IL "DUELLO DELLE CARMEN" - Nel pattinaggio di figura, le gare individuali maschili e femminili passarono alla storia come la "Battaglia dei Brian" e il "Duello delle Carmen". Nel primo caso, a sfidarsi furono gli omonimi Boitano (USA) e Orser (Canada), con l'americano che riuscì a imporsi per una manciata di punti sul padrone di casa, costretto ad accontentarsi dell'argento. Fra le donne, invece, Katarina Witt (Germania Est) e Debi Thomas (USA) si esibirono proprio sulla "Carmen" di Bizet: a trionfare fu la tedesca, che si riconfermò campionessa olimpica a quattro anni di distanza dall'oro di Sarajevo (solo la norvegese Sonja Henie riuscì a fare meglio, centrando tre successi consecutivi dal 1928 al 1936). Debi Thomas, invece, commise una sequela di errori che la relegarono addirittura sul gradino più basso del podio: in ogni caso, il suo bronzo fu la prima medaglia vinta da un'atleta di colore ai Giochi invernali.

Alessandro Nidi

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