Politica - 01 marzo 2018, 07:29

A Cuneo scoppia la bagarre su Casa Pound in municipio

L’uso dei locali comunali per la presentazione dei candidati di Camera e Senato scatena le reazioni dell’Anpi e della sinistra. E sui social c’è chi vorrebbe fucilare il consigliere Lauria che ha offerto la sua protezione alla destra radicale in odio ai “Fratelli d’Italia” e al centrodestra

Giuseppe Lauria

Giuseppe Lauria

A quattro giorni dal voto scoppia a Cuneo la bagarre sul caso Casa Pound.

Ieri mattina (mercoledì) l’amministrazione ha concesso l’autorizzazione all’uso di un locale in municipio per la presentazione dei candidati a Camera e Senato del gruppo di estrema destra.

La cosa non è evidentemente piaciuta alle forze politiche di sinistra, le quali hanno chiamato in causa il sindaco Federico Borgna e la sua giunta.

In un comunicato la maggioranza consiliare replica e si giustifica: “Nel rispetto della democrazia, conquistata con la lotta e con la vita di molti nostri concittadini è stato concesso l’utilizzo della sala per l’incontro, ma crediamo fortemente che portare nei locali del nostro Comune un gruppo di ideologia chiaramente fascista, sia una mancanza di rispetto per tutte le persone che durante la Resistenza hanno combattuto e dato la propria vita per la nostra libertà e per il nostro futuro”. 

Una nota che fa dire al viperino Giancarlo Boselli di Liberi e Uguali che “el tacun è peso del buso” (il rattoppo è peggio del buco).

La presidente dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Ughetta Biancotto, stigmatizza la scelta: “La città e la provincia di Cuneo – scrive in un comunicato – sono Medaglie d’Oro per meriti conquistati nella Resistenza alla lotta contro il Nazifascismo. Noi, come associazione Anpi della provincia di Cuneo, condanniamo con determinazione che in un luogo democratico qual è il Comune ci sia la presentazione di una lista dichiaratamente razzista, xenofoba e fascista, che si ispira all’odio e al conflitto sociale e ricordiamo che all’articolo 12 della Costituzione è vietata qualsiasi forma del disciolto partito Fascista. Sarebbe opportuno – conclude Biancotto – che alcune norme venissero rispettate”.

Sui social – ambito dove notoriamente il dibattito non si svolge in punta di fioretto – le invettive più pesanti sono rivolte all’indirizzo di Giuseppe Lauria, il consigliere comunale che ha dichiarato il suo sostegno a Casa Pound e ha fatto da tramite per la concessione della sala comunale. “Ma dove siamo arrivati? Fucilate subito il consigliere oppure – c’è chi scrive su facebook – cambiate il regolamento”.

Si potrebbe osservare che analoghi toni non erano stati usati lo scorso anno quando Casa Pound si era presentata alle amministrative con una propria lista e un candidato sindaco, Fabio Corbeddu, ma tant’è.

Non vorremmo azzardare tesi improprie, ma la sensazione è che la trappola tesa da Lauria sia andata a segno. Il pirotecnico consigliere di opposizione sarà pure fascista, ma è un volpone e il suo obiettivo, ipotizziamo, non è tanto la provocazione, scontata, nei confronti della sinistra, quanto fungere da genio guastatore per il centrodestra e assestare, se possibile, un colpo ferale agli odiati ex “camerati” di Fratelli d’Italia.

Li detesta a tal punto che vorrebbe - almeno a Cuneo – bissare il risultato delle comunali, quando Casa Pound superò la lista del partito di Giorgia Meloni per una trentina di voti.

Lauria vuole dimostrare che la destra, quella della fiamma che non si spegne, senza di lui è orfana e perdente.

Il clamore della vicenda – a ben vedere - gli sta assicurando una pubblicità superiore a quella che il veterano istrione della politica cuneese aveva pianificato di suo con lucida freddezza.

Giampaolo Testa

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