Attualità - 05 marzo 2018, 12:33

Bagnasco: il MiBACT stanzia 200mila euro per il restauro della cappella di Santo Spirito

Approvato il progetto di consolidamento redatto dall'architetto Maria Stella Odello. Il sindaco, Mauro Bertino: "Ogni tanto anche i piccoli Comuni vivono una favola"

Due particolari della cappella di Santo Spirito a Bagnasco

Due particolari della cappella di Santo Spirito a Bagnasco

"Riduzione delle vulnerabilità, restauro e prevenzione rischio sismico": sono queste le tre motivazioni che hanno indotto il comitato scientifico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) a stanziare 200mila euro a favore del Comune di Bagnasco, al fine di consentire all'ente di eseguire gli interventi di consolidamento nella cappella di Santo Spirito, secondo il progetto redatto dall'architetto Maria Stella Odello.

Estremamente soddisfatto il sindaco Mauro Bertino, che ha affermato: "Io non ho meriti particolari in questa vicenda. Siamo profondamente grati all'architetto Odello, che noi abbiamo incaricato a suo tempo e che ha avuto la grande idea di segnalare l'intervento al MiBACT... Poi la fortuna ha fatto il resto. Certo, ci fa piacere che un paesino come il nostro sia accostato nell'elenco del MiBACT a centri molto più grossi e importanti: ogni tanto anche i piccoli Comuni vivono una favola".

LA STORIA - L'edificio, di proprietà della Diocesi e concesso in comodato trentennale al Comune, nacque a servizio dell'antico "Hospitalia" posto sull'asse generatore del paese, l'Antica via Maestra, probabilmente anche antica via di transito verso la Liguria e verso percorsi devozionali più organizzati. La struttura originaria, molto presumibilmente, si organizzò intorno al tardo Quattrocento sui resti di una torre diruta, esterna alla ancora visibili mura del Borgo Fortificato. Un primo studio geometrico infatti rimanda identiche proporzioni alle torri di fortificazione ancora esistenti e inglobate nel tessuto edilizio. In un primo tempo, quindi, essa possedeva le dimensioni e le proporzioni di un piccolo sacello munito di portico, tamponato in epoche successive, e fungeva da piccolo dormitorio o luogo di sosta per i viandanti. Le prime notizie certe si hanno però dalla seconda metà del XVII secolo, quando il vescovo di Alba donò alla Marchesa Veronica Carretto, grande benefattrice, la struttura per farne oratorio alla Compagnia delle Umiliate. Da allora le cronache sono chiare e note, poiché sono conservati negli archivi gli atti e i libri della Confraternita e in particolare nel "Libro dei conti" della Compagnia. Fatto curioso è che ogni priora aveva desiderio di "lasciare il segno" e si adoperava quindi in ogni modo per fare lavori di miglioria e riparazione. Nell'ordine, quindi, il portico venne tamponato e la struttura assunse l'aspetto e l'organizzazione attuale. Altra data saliente è il 1770, quando fu costruita la cella campanaria, mentre nella metà del XIX secolo la struttura venne arricchita mediante un importante apparato decorativo interno di gusto Ottocentesco, riportante stilemi dell'epoca ad imitazione del gusto classico, ad opera del pittore Rossignoli. Con la soppressione dell'Ordine nei primi anni del Novecento, iniziò il decadimento della struttura, in quanto gli interventi di manutenzione si limitarono a piccole riparazioni. Dal 1978, a seguito della nevicata di proporzioni storiche, la struttura fu gravemente compromessa e divenne inutilizzabile.

STATO DI FATTO - La cappella di Santo Spirito è un edificio di piccole dimensioni a unica navata con abside. L'aspetto attuale è derivato da profonde riplasmazioni leggibili ancora nella struttura stessa. Impostata molto presumibilmente sui resti di una torre di avanposto, esterna alla cinta fortificata, nei secoli, pur avendo mantenuto l'impianto originario, è stata oggetto di diverse modifiche: tamponamento del portico antistante, aggiunta della preziosa cella campanaria, decorazioni interne. Il sistema voltato è costituito da una semibotte con catino absidale e sul fronte (portico) da una volta a crociera. Il tetto è in coppi e il pavimento in mattonelle di cotto.

DEGRADO - Lo stato di degrado maggiore si rileva a carico delle coperture e del sistema voltato. A seguito infatti dei grandi carichi nevosi degli anni Settanta del Novecento, si è formata una vistosa deformazione dell'arco divisorio tra le due volte e un grave dissesto sui tiranti, che non risultano più efficaci. A seguito quindi del parziale crollo venne aggiunto sotto l'arco un pilastro-puntello in acciaio, ancor oggi efficace. Il resto della struttura, nonostante l'abbandono e il mediocre stato di conservazione, non presenta dissesti gravi: il sistema murario appare leggermente fuori piombo per un contenuto affaticamento del piano fondale dovuto ai carichi accidentali. Grave è la situazione della cella campanaria, che, oltre al degrado degli intonaci, presenta un dissesto strutturale (travicello di sostegno e porzione di muratura). Non buona, poi, è la situazione degli intonaci esterni di facciata, assai degradati e in stato di polverizzazione e distacco. In interno, visto la posizione sopraelevata dell’edificio, la percentuale di umidità di risalita è limitata al lato nord adiacente alla rittana, attraversata da un rio sotterraneo, mentre l'umidità da percolamento ha danneggiato l'apparato decorativo nelle volte.

INTERVENTI - Gli interventi programmati in questo primo lotto si riferiscono alla messa in sicurezza dell'edificio. Più precisamente, sono previsti: smantellamento del tetto e profonda revisione delle orditure media e piccola, con verifica della grande orditura, costituita da due capriate; opera di rinforzo della volta mediante cappa armata collaborante; rinforzo delle sezioni sommitali della muratura perimetrale, mediante l'inserimento di barre metalliche opportunamente dimensionate e iniezioni di betoncino strutturale a chiusura, in modo da formare un cordolo collaborante; consolidamento della struttura di supporto al campanile costituita da un tratto di muro (arco di scarico) e da una struttura lignea mediamente compromessa; ricostituzione di tetto e copertura in coppi con aggiunta di telo impermeabilizzante, potenziamento lattoneria; posa e messa in tensione di tiranti metallici muniti di piastra per equilibrare le sollecitazioni a carico della muratura; restauro degli intonaci di facciata e della cella campanaria; ripresa cromatica e restauro degli stucchi della cella campanaria.

Un secondo lotto, inoltre, potrebbe riguardare il restauro dell'apparato pittorico interno a seguito di saggi stratigrafici indirizzati sulla parte absidale (coincidente con la prima edificazione) e la verifica del vano seminterrato, con la rimozione di alcune cementine.

Alessandro Nidi

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