Politica - 20 marzo 2018, 21:02

Dopo il banchetto della vittoria, per la Lega è l’ora delle grandi sfide

Si misureranno a breve i rapporti di forza con gli alleati della coalizione di centrodestra e quelli interni tra “salviniani” e “calderoliani”. Un primo accordo spartitorio assegna i candidati sindaci di Alba e Bra a Forza Italia e quelli di Fossano e Saluzzo al Carroccio

Dopo il banchetto della vittoria, per la Lega è l’ora delle grandi sfide

La conferma dell’avvenuta elezione di Giorgio Bergesio al Senato scombussola i disegni di quei leghisti duri e puri che già prefiguravano un cambio alla guida della Lega cuneese.

I due eletti nel Cuneese, Bergesio a Palazzo Madama e il giovane Flavio Gastaldi a Montecitorio, mantengono di fatto inalterati gli equilibri del Carroccio, dove le due correnti dei “salviniani” di stretta osservanza e dei “calderoliani” della prima ora non si sono mai amate troppo. Prova ne sia il fatto che in parecchi casi, durante la campagna elettorale, ci sono stati incontri separati in cui i supporter dell’uno cercavano di escludere la partecipazione dell’altro.

Bergesio, nonostante la protezione di Roberto Calderoli che lo ha imposto in lista di forza, ha avuto indubbiamente vita più difficile perché collocato in terza posizione sul collegio plurinominale del Senato. Ora, a spoglio avvenuto, il senatore e il deputato, dopo aver festeggiato insieme al popolo al Giardino dei Tigli di Cussanio, dovranno convivere sotto un unico tetto, consapevoli che le promesse elettorali, almeno per quel che riguarda le grandi questioni cuneesi, richiederanno loro di lavorare gomito a gomito.

All’orizzonte già si profila la partita delle prossime regionali e delle amministrative che riguarderanno parecchi centri della Granda, a cominciare da quattro delle 7 sorelle: Alba, Bra, Fossano e Saluzzo, chiamate, nel 2019, ad eleggere i nuovi sindaci e a rinnovare i rispettivi Consigli comunali. In vista di questi appuntamenti si porrà il problema di un cambio alla segreteria provinciale, ruolo finora ricoperto da Giorgio Bergesio.

Il nuovo segretario, di concerto con i due parlamentari, dovrà individuare i “sindaci” e le candidature per le regionali. Per la successione di Bergesio è circolato il nome del saluzzese Paolo Demarchi, ex capogruppo in Provincia quando presidente era Gianna Gancia, ma l’interessato smentisce.Nonostante manchi l’ufficialità, pare che Lega e Forza Italia abbiano già sottoscritto un patto in base al quale i candidati sindaci di Alba e Bra spetterebbero a Forza Italia, mentre quelli di Fossano e Saluzzo alla Lega. Tutto ciò quando manca un anno al voto amministrativo e i rapporti tra le due maggiori forze politiche del centrodestra siano in questi giorni burrascosi.

Per la Lega si apre, da un lato, la stagione del potere, quello vero, che andrà ad influenzare anche il mondo bancario, nel quale peraltro Bergesio ha già una buona familiarità, dall’altro quello di una responsabilità senza precedenti derivante da un consenso che nella Granda è stato quasi plebiscitario.

Giampaolo Testa

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