Il Camogli si è mangiato la michetta con la frittatina alle erbette. Perché in termini culinari - ed i golosi fissati per la tappa in autogrill sanno bene che cosa questo significa per la gratificazione del palato - è questo ciò che accadrà con la chiusura delle cinque aree di sosta lungo l’autostrada Torino - Savona, la prima arteria piemontese ad alta velocità che ha fatto scoprire le vacanze al mare ai piemontesi e, viceversa, le ferie in montagna ai liguri.
Fortemente voluta dalla famiglia Agnelli negli anni 60, per motivi economici ma anche con finalità turistiche - la A6, passata al gruppo Gavio pochi anni fa, è sicuramente una autostrada dalla storia unica in Italia, tanto da restare a tre corsie - due per la marcia nei sensi opposti e una per il sorpasso - per molti anni: i lavori per il raddoppio, infatti, di tutti i 125 chilometri, iniziano nel 1973 e si concludono nel 2001. E tra le anomalie c’è anche quella della gestione delle aree di sosta, che spesso sfuggono alla omologazione dettata dagli autogrill classici, per tuffarsi in una variegata scelta di produzioni locali e panini preparati direttamente nella cucina accanto al bancone.
E così la pausa pranzo o lo spezzafame pomeridiano, diventano un tripudio di pane fresco imbottito con la frittata di erbe del Cebano, la tuma di Murazzano, la salsiccia di Bra o il prosciutto di Cuneo, piuttosto che la crostata di frutta o le paste di meliga Monregalesi.
Combinazione, però, sotto la mannaia del decreto del 2015 che impone la chiusura di cinque antogrill più relativi distributori di carburante, ci sono per la maggior parte proprio questi bar con il pallino del “local” e la promozione del territorio. Perché è in innegabile che è anche grazie alla promozione di questi “santuari del gusto autostradali” che gli autogrill non sono semplici aree di ristoro senza identità piazzati ad un tot di chilometri tra un casello ad un altro, ma diventano vere oasi enogastronomiche, importanti vetrine delle produzioni locali, nonché punto informativo importanti per avere notizie del territorio che vi è al di là della corsia, oltre a quel casello. E molte di loro hanno vinto anche dei premi per i panini buoni e presentati in maniera originale.
Prodotti tipici ma anche le stesse città, magari anche piccole, hanno superato i confini locali proprio grazie ai tanti automobilisti che quotidianamente - per turismo e business - percorrono la Verdemare. Del resto nessuno può negare che la pausa all’autogrill, ha sempre un suo perché. Soprattutto se ha il sapore del territorio.




