Gli anni del dopoguerra. Gli anni postumi alla malora. Gli anni di Don Gianolio e l’inizio di una storia lunga sessant’anni.
Nel 1958 era INAPLI ed è stato l’incipit di una percorso che ha coinvolto studenti, formatori, imprenditori, attori del territorio, adattandosi ai cambiamenti, alle normative e mutando denominazione, regione sociale ed insegna.
Così, nel 2018, Apro Formazione spegne le sue prime sessanta candeline. Ma non è tutto. Quest’anno ricorre anche il ventennale dell’attuale Società Consortile nata come espressione di tutto il territorio grazie all’accordo tra la parte pubblica e i soci privati che rappresentano tutto il tessuto produttivo locale.
“Un uomo di un altro tempo: moderno ed innovatore”. Così Antonio Bosio, direttore di Apro descrive Don Gianolio.
Moderno ed innovatore proprio come Apro Formazione si pone oggi, attraversando l’industria 4.0, la robotica ma soprattutto le esigenze del mercato.
Lo conferma il presidente Giovanni Bosticco. Le sue parole:”Abbattiamo i pregiudizi. Apro non è il luogo di chi non ha voglia. Apro è lo spazio in cui i nostri ragazzi diplomati sono richiesti e desiderati dalle aziende. Apro è premiato e riconosciuto per il suo livello pratico”.
Il sessantennale rappresenta l’occasione per rinnovare l’impegno comune a lavorare per una formazione professionale su basi solide, ma in costante rinnovamento.
“La differenza di Apro Formazione è il suo humus: Alba e le sue colline, un territorio sempre più dinamico e vocato, capace di fare la sua parte nel costruire il futuro. Il nostro domani è nel capitale umano e nella digitalizzazione, purchè declinati nelle peculiarità di questa terra”, spiega Antonio Bosio.
Venerdì 18 maggio sarà una delle occasioni, il calendario è molto ricco ed è visitabile al sito 60ennale.it, per festeggiare il sessantesimo compleanno e celebrare Don Gianolio con l’intitolazione della Piazza e l’inaugurazione dell’installazione a lui dedicata. A seguire la presentazione del bilancio sociale 2018.
“Sono grato e onorato di ricoprire il ruolo di presidente”, conclude Giovanni Bosticco, “ di far parte di questa squadra. Guardo con ammirazione, e con un sorriso, al passato e a Don Gianolio. All’Università ottenni un trenta e lode proprio con una ricerca sul metodo adottato dalla Ferrero di recuperare gli operai tramite bus al fine di non spopolare le campagne. Fu Don Gianolio a concepirlo. Il futuro è nella storia di chi ha sempre creduto in questa terra attraverso l’innovazione”.





