Dalla fortunata e storica collaborazione tra il Centro Culturale San Giuseppee Alba Music Festival, nasce quest’anno una nuova iniziativa musicale: Alba International Piano Festival, rassegna interamente dedicata all’arte della tastiera, che concentrerà, in quattro domeniche tra aprile e maggio, alcune interessanti proposte del mondo pianistico.
Alba Music Festival, tra le più interessanti realtà del territorio, forte di 15 anni di attività e di un’importante reputazione internazionale, curerà la direzione artistica degli appuntamenti, mettendo a disposizione di questo nuovo progetto culturale la sua conoscenza del panorama musicale.
Il Centro Culturale San Giuseppe, nato con l’obiettivo di contribuire alla riflessione culturale della città e del territorio, attivo a 360 gradi con progetti editoriali, mostre, conferenze, convegni, è motore pulsante di iniziative culturali con spiccata sensibilità sociale e si fa promotore, con entusiasmo, di questa nuova iniziativa artistica.
Il prossimo appuntamento è per domenica 6 maggio, questa volta presso la Sala Beppe Fenoglio, con un beniamino del pubblico albese: Andrea Bacchetti, tra i più interessanti pianisti delle ultime generazioni, dotato di un personalissimo talento artistico. Dopo il debutto a 11 anni con I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone, si è esibito nei principali centri musicali mondiali, da Berlino a Parigi, da Buenos Aires a Mosca. Ci proporrà, oltre a Johann Sebastian Bach, del quale ha inciso numerosi lavori per l’etichetta Sony, la Sonata K 333di Mozart e un omaggio a Debussy nel centenario della scomparsa.
Oggi considerato uno degli strumenti per eccellenza, il pianoforteè in realtà un’invenzione relativamente recente, frutto della trasformazione storica del clavicembalo. Attraverso la necessità di nuove e più sofisticate possibilità espressive, nel 1711 ad opera del fiorentino di adozione Bartolomeo Cristofori, fu costruito il primo fortepiano, diretto antenato del pianoforte. Inizialmente è stato chiamato “grave cembalo col pianoe forte” proprio queste sue possibilità dinamiche, che al contrario dal clavicembalo permettono di suonare le dinamiche opposte nonché le sfumature intermedie. Lo strumento ebbe una grande fortuna e dalla corte fiorentina dei Medici, dove era al servizio il Cristofori, e si diffuse tra i maggiori compositori del tempo, come Mozart, Haydn, Beethoven e Chopin, diventando quindi protagonista dell’Ottocento romantico e poi il principale riferimento del repertorio strumentale.





