Dal prossimo anno l’azienda di Oscar Farinetti, Eataly sarà quotata in Borsa e, secondo le voci insistenti, che sono già qualche cosa in più di semplici indiscrezioni, aprirà le porte a dei soci cinesi.
E se questo è vero, il business dovrebbe concretizzarsi già nei prossimi mesi. A lanciare queste due novità, sono stai gli stessi vertici aziendali, durante la presentazione del bilancio, parlando di due opzioni per il prossimo futuro: una partnership con un socio locale o l'apertura del capitale a un investitore industriale cinese da chiudersi già entro l'estate.
“Sono aperte entrambe le possibilità - hanno fatto sapere i vertici di Eataly -Abbiamo contatti con holding finanziarie, società attive nell'ospitalità e player digitali”, ed ha anche fatto cenno al “dialogo con i primi due o tre operatori cinesi”. Se lo sguardo rivolto verso gli imprenditori cinesi è ancora da concretizzarsi, è invece già definito il progetto della quotazione di Eataly in Borsa: sarà a Piazza Affari e porterà sul mercato il 30% del capitale per una valorizzazione che, secondo le indiscrezioni di mercato, potrebbe attestarsi tra i 2 e i 3 miliardi. Al momento Eataly è controllata dalla la famiglia Farinetti con il 60% del capitale e partecipata da Tip con il 20% circa e dalla società Carlo Albero che fa capo a Luca Baffigo Filangeri e Elisa Miroglio con un ulteriore 20%. mesi fino al 3% del capitale.
Farinetti è convinto che il gruppo possa valere fino a 3 miliardi e conta dunque di far incassare ai soci circa un miliardo. Per ora, però, non è ancora chiaro se la quotazione in Borsa sarà strutturata come semplice vendita di quote da parte dei soci o prevederà anche un aumento di capitale. Per parlare invece di conti, il gruppo punta a superare i 700 milioni di ricavi nel 2020 dai 465 milioni raggiunti nel 2017.





