Attualità - 14 maggio 2018, 15:30

Antonio Miglio e Gianfranco Mondino raccontano CRF e Fondazione

A poche settimane dal rinnovo delle cariche in CRF i due Presidenti rompono il silenzio stampa

Foto di repertorio: Miglio - Ghisolfi - Mondino

Foto di repertorio: Miglio - Ghisolfi - Mondino

A poche settimane dalla nomina a Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano abbiamo intervistato Antonio Miglio.

È stato nominato presidente della Cassa di Risparmio di Fossano e raccoglie un'eredità importante, quella di Ghisolfi, che ha guidato la banca per 21 anni mentre fino allo scorso anno Lei è stato alla guida della Fondazione. Cosa raccoglie dell'eredità di Ghisolfi?

“Intendo proseguire con il ruolo di coordinamento ed impulso proprio del Presidente del Consiglio di Amministrazione, così come ha sempre fatto Ghisolfi. Il Presidente deve avere un ruolo non esecutivo e non svolgere, neppure di fatto, funzioni gestionali, così come previsto dalla vigente normativa”.

La Cassa di Risparmio di Fossano è una delle poche Casse di Risparmio italiane ad essere rimaste quasi interamente autonome (il 76% è della Fondazione mentre il restante 24 di Bper). Ritiene percorribile nel tempo la scelta dell'autonomia?

“Ritenevo e continuo a ritenere, che l’autonomia, in una banca ben amministrata ed al servizio del territorio, sia un valore e pertanto continuerò a fare quanto in mio potere perché ciò possa continuare”.

Come ha trovato la situazione della Società?

“Il forte miglioramento dei dati patrimoniali, più che raddoppiati in venticinque anni, e la costante buona redditività sono dati rilevanti che hanno consentito anche la distribuzione di congrui dividendi agli azionisti ed in particolare alla Fondazione (oltre €.50 milioni in venti anni) con la quale si è potuto intervenire sul territorio con provvedimenti che, apprezzati, hanno contribuito a rafforzarne i legami sottolineando il concetto: più clienti per la Cassa più opere per la collettività, una sinergia vincente. La stampa nazionale e riviste specializzate hanno, a più riprese, esaminato i dati di bilancio delle aziende bancarie (patrimonio, redditività, efficienza, produttività, rischiosità) ponendo in evidenza gli ottimi indicatori della Cassa confrontati con le altre aziende di credito. Di recente la rivista Milano Finanza, in una graduatoria di tutte le aziende di credito italiane, pone la Cassa al sesto posto nazionale ed al primo posto a livello piemontese”.   

Manterrà la carica in Terre dei Savoia?

La carica di Presidente dell’Associazione, totalmente gratuita, mi è stata proposta quando il Prof.Quaglia aveva rassegnato le dimissioni per avere assunto l’incarico di Presidente della Fondazione CRT. Ritengo che anche in questo caso si debba lavorare per la ricerca di ricambi. Per quanto riguarda invece la carica da me ricoperta nell’Associazione Insieme ho rassegnato le dimissioni”.

Ha sempre dimostrato attenzione nei confronti dei temi sociali e culturali del nostro territorio: la passione per la musica e la spinta alla costituzione della Fondazione NoiAltri sono due elementi che la contraddistinguono. Come si sposano con il ruolo di Banchiere?

“La sinergia Cassa/Fondazione è fondamentale per l’attenzione agli aspetti sociali del territorio. Anche la Banca, compartecipando alle attività nei confronti delle categorie sociali più deboli, delle famiglie e delle piccole e medie imprese, può svolgere in ruolo importante per il mantenimento della coesione sociale sul territorio”.

In passato ha ricoperto cariche in ACRI, ritiene possibile ereditare anche qui il testimone di Ghisolfi che ne è stato vice Presidente?

“Quando ero Presidente della Fondazione ho già ricoperto la carica di Vice Presidente, nonché di Presidente e Componente di varie Commissioni e pertanto ritengo che la mia attività a servizio dell’associazione nazionale di categoria si possa ritenere conclusa”.

Antonio Miglio non entra in polemica con quanti ne hanno criticato, nelle settimane precedenti il rinnovo delle cariche, la nomina.

Abbiamo intervistato anche il Gianfranco Mondino, ex direttore della Cassa di Risparmio di Fossano e da due anni Presidente della Fondazione CRF.

Sono trascorsi due anni dalla sua nomina a Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano. Allora subentrava ad Antonio Miglio che è stato nominato in questi giorni Presidente della CRF. Tornerete, dunque, sebbene in ruoli diversi, a lavorare fianco a fianco. Cosa significa per la Fondazione questo ritrovato sodalizio?

“Continuità nell’indirizzare l’attività dell’Istituzione Cassa di Risparmio di Fossano a servizio del territorio fra due persone che da anni condividono obiettivi e progettualità”.

La Fondazione possiedde il 76% delle azioni della Cassa e ha come obiettivo la distribuzione degli utili derivanti sul territorio. Quali sono i progetti più significativi che la Fondazione ha sostenuto in questi due anni?

Oltre alla attività ordinaria a sostegno di enti, associazioni, (sanità, sport, educazione, volontariato ecc...) e   manifestazioni varie ricordo il restauro di palazzo Burgos ed i tetti della Cattedrale”.

Nei giorni precedenti la nomina del nuovo CDA della Cassa di Risparmio di Fossano ci sono state diverse polemiche, alcune delle quali hanno toccato l’attività della Fondazione. Una delle accuse mosse riguarda il vincolo di esclusività che vuole la Fondazione come unico finanziatore delle attività della città. Come risponde a questa affermazione?

La Fondazione è certamente il principale finanziatore degli interventi cittadini, ha però ben operato da sempre per far affluire anche altri fondi con iniziative condivise con Compagnia di San Paolo (es; Viale Mellano e Parrocchia di San Filippo)con Fondazione CRT (Cattedrale di Fossano, Vocalmente e numerose altre minori) e con Fondazione CRC (iniziative diffuse nel settore volontariato), ma la principale azione è stata nel campo dell’arte avendo svolto un ruolo fondamentale nella costituzione della Consulta fra imprese private e tre Fondazioni (CRF, CRT, S. Paolo) che ha effettuato interventi  di restauro di monumenti  civili e religiosi di Fossano per circa 3,5 milioni di euro”.

D’altro lato viene anche imputata alla Fondazione una scarsa pianificazione degli interventi che lascia alcuni aspetti scoperti portando il Comune a richiedere fondi ad altre Fondazioni, come il caso del progetto Emergenza Casa di Fondazione CRC In questo caso cosa risponde?

“Ben vengano interventi di altre fondazioni come prima specificato. In proposito si segnala che nel comparto le Fondazioni CRF e CRC collaborano da anni. Nell’ultimo esercizio la Amministrazione Comunale ha segnalato che i fondi erano sufficienti e invitato la Fondazione CRF ad effettuare stanziamenti in altri settori”.

Ogni CDA dà una propria identità all’ente amministrato. Cosa è cambiato nella Fondazione in questi due anni?

“C’è stata continuità con la precedente amministrazione nella progettazione e nella scelta degli interventi”.

La Fondazione CRF non ha sottoscritto la “Carta delle Fondazioni bancarie”. Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a non aderire?

“La Fondazione CRF non ha aderito al protocollo ACRI MEF in quanto lo stesso prevede che le Fondazioni  non possono  detenere più di un terzo del patrimonio  investito in unico cespite di attivo.  L’adesione avrebbe comportato la perdita di autonomia della partecipata C.R.F. spa che svolge un ottimo servizio a favore di aziende, enti e persone del territorio e nel tempo si è dimostrata un ottimo investimento. In proposito si fa presente che anche le Fondazioni di origine bancaria di Pisa e Roma non aderiscono al citato “protocollo”. Il patrimonio della partecipata, dalla sua costituzione, è peraltro raddoppiato ed i dividendi percepiti ammontano ormai ad oltre 50 milioni”

Gianfranco Mondino è entrato anche nel merito della polemica relativa alla sua nomina a Presidente della Fondazione CRF. Il protocollo della Carta delle Fondazioni, infatti, prevede che debba decorrere un anno tra le dimissioni nell’ambito di un organo societario e la nomina in un altro organo:

A mero titolo di corretta informazione si precisa che a norma di codice civile il direttore generale della Cassa non è inserito fra gli “organi” della società, ma è un dipendente della medesima e pertanto a lui non si applicano in ogni caso le norme del citato protocollo”.

Agata Pagani

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