“Il Consiglio comunale di Saluzzo si mette a disposizione, auspicando un coordinamento da parte dell’Ente Provincia di Cuneo, per offrire un ulteriore allargamento del territorio interessato, quale sede di eventi olimpici e paraolimpici”.
Con questa “postilla”, a marzo 2018, l’opposizione in Consiglio comunale a Saluzzo aveva presentato all’intera assise un documento, poi divenuto ordine del giorno, di sostegno alla candidatura di Torino per le olimpiadi invernali del 2026.
Carlo Savio (all’epoca capogruppo di minoranza), Domenico Andreis, Daniela Contin, Stefano Quaglia e Danilo Rinaudo concordavano nel sostenere Torino come capitale dei giochi olimpici, avendo tutte le carte in regola, purchè il ragionamento fosse ampliato anche alla Granda.
Il documento, ritenuto “condivisibile” dal sindaco della città Mauro Calderoni, era stato approvato all’unanimità. A ruota, lo stesso avevano fatto le assemblee cittadine di Cuneo e Mondovì, oltre al consiglio della Provincia di Cuneo.
L’iter poi, sembra essere un po’ caduto nel vuoto. Dopo le approvazioni dei Consigli, non si è più parlato, infatti, dell’opportunità per la nostra Provincia di ospitare le competizioni di alcune discipline olimpiche. Il tutto mentre Torino procede a spron battuto nella redazione del dossier di candidatura.
Ci pensano due dei quattro consiglieri comunali proponenti a riportare l’attenzione su questo aspetto.
A parlarne sono, infatti, Stefano Quaglia e Danilo Rinaudo.
“Torino – ci dicono - ha già ospitato tale evento di richiamo mondiale nell’edizione 2006, distribuendo sul territorio dell’area metropolitana i diversi impianti delle discipline olimpiche, i criteri di contenimento dei costi dettati a livello internazionale troverebbe soddisfazione nella sostenibilità di strutture già esistenti.
Proprio in quest’ottica, e tenendo altresì conto che nuove discipline sono state riconosciute dal CIO ed inserite nel calendario olimpico sin da Pechino 2022, e che tra queste, ad esempio, vi è lo Sci Alpinismo, possiamo tranquillamente prospettare un allargamento delle specialità alpine.
Ciò si traduce nella possibilità di evitare sovrapposizione rispetto ai siti olimpici ‘ex Torino 2006’, e quindi l’area di pertinenza dei giochi potrebbe essere allargata alla Provincia di Cuneo, i cui bacini nevosi sono ben conosciuti, anche grazie alle politiche di sostegno della Regione Piemonte ed ai riconoscimenti Unesco già assegnati o in itinere”.
Ben venga dunque il riutilizzo delle strutture create per “Torino 2006”, ma la Granda potrebbe inserirsi nel panorama olimpico per tutte quelle competizioni come – ad esempio - lo sci alpinismo.
“Inoltre – continuano Quaglia e Rinaudo - la capacità imprenditoriale ed organizzativa della nostra Provincia è ben nota a livello nazionale ed internazionale, anche per eventi di grande rilevanza.
Ciò deporrebbe ulteriormente a favore di un coinvolgimento per le aree dell’arco alpino dalle Cozie meridionali alle Marittime che sarebbero certamente in grado di ospitare gare olimpiche ufficiali e dimostrative.
Sinora abbiamo assistito ad un dibattito tutto interno al Consiglio comunale di Torino, fortunatamente risoltosi al meglio. Se pure è vero, come diceva un saggio parlamentare d’altri tempi che ‘…un Ordine del Giorno non si nega a nessuno…’, ci chiediamo, però, se l’approvazione unanime dei Consigli comunali dei paesi fondovalle (Cuneo, Mondovì e Saluzzo) recepiti dall’Ente di secondo livello, la Provincia, abbiano inteso accontentare i proponenti o abbiano sposato una causa, certamente non scontata, ma percorribile e lungimirante.
Non c’è un ritorno di consenso immediato, ma una prospettiva economica a medio termine sì, e anche di grande ricaduta e prestigio.
Altrettanto possiamo dire del mondo economico produttivo e finanziario. Nessuno ha tentato, sinora, di costituire un benché minimo tavolo di ragionamento e di muoversi in sinergia. Intanto la Lombardia, con Milano, ha già fatto i suoi passi, e prossimamente, anche il Veneto.
L’auspicio che possiamo invocare è che i sindaci, il presidente della Provincia, i parlamentari ed i territori interessati, le Unioni montane, unitamente alle rappresentanze economiche cerchino, in extremis, di fare sintesi lanciando comunemente la proposta di integrazione dei siti olimpici torinesi con le aree alpine della Provincia di Cuneo, mettendosi a disposizione per essere coinvolti nell’elaborazione del dossier di Candidatura e, in caso di successo, richiedendo di far parte del nel Comitato Organizzatore dei Giochi olimpici e paraolimpici Invernale edizione 2026”.
La Granda è dunque disposta a fare veramente “gioco di squadra” per tentare di portare a casa qualche risultato in vista dell’eventuale appuntamento olimpico del 2026? O saremo, ancora una volta, spettatori ai piedi del Monviso che guardano però al territorio del Torinese?





