Attualità - 14 luglio 2018, 14:45

"Siamo cittadini dimenticati": la comunità degli Oberti scrive al sindaco di Montaldo di Mondovì (FOTO)

I frazionisti hanno allegato 60 firme al documento in cui denunciano il degrado della loro area: si va dalle strade comunali danneggiate a una frana mai ripristinata, passando per un muro pericolante

"Siamo cittadini dimenticati": la comunità degli Oberti scrive al sindaco di Montaldo di Mondovì (FOTO)

"Siamo cittadini 'dimenticati' delle frazioni Oberti, Giacobba, Vinè, Blisio e dintorni. Ci rivolgiamo a lei, signor sindaco, in quanto forse non sa che anche noi siamo cittadini di Montaldo di Mondovì, pur abitando lontano, nell'impervio territorio sul lato destro del Corsaglia, vista montagna".

Sono in tutto 60 le firme allegate alla lettera che nei giorni scorsi la comunità degli Oberti, frazione appartenente al Comune di Montaldo di Mondovì, ha recapitato tra le mani del sindaco, Giovanni Balbo, inoltrandola per conoscenza al primo cittadino di Vicoforte, Valter Roattino, alla Prefettura di Cuneo, all'ingegnere Giuseppe Giamello (Lavori Pubblici su strade provinciali - Provincia di Cuneo, reparto di Mondovì), alla Protezione Civile provinciale, ai carabinieri di Roburent e all'Unione Montana delle Valli Monregalesi.

Nella missiva, di cui abbiamo utilizzato un breve estratto per costruire l'incipit di quest'articolo, viene descritta nel dettaglio la grave situazione in cui versano le strade comunali e alcune opere pubbliche della località, sottolineando il rammarico di non vederne calendarizzata la risistemazione e la manutenzione nel bilancio comunale recentemente approvato: "Non c'è una sola opera che interessi la nostra zona - scrivono i residenti degli Oberti -. Si va dall'abbattimento delle barriere architettoniche e realizzazione di un ascensore nel palazzo comunale alla creazione di un centro di documentazione di un sito archeologico, sempre nel palazzo comunale, dalle opere di elettrificazione e riqualificazione degli alpeggi all'illuminazione pubblica, passando per il peso pubblico di Sant'Anna. E noi? Provi, signor sindaco, a passare dalle nostri parti, provi a percorrere le strade che salgono dalla fondovalle Corsaglia (quella dei Vinè come quella degli Oberti). Ebbene, vedrà, constaterà di persona quali siano le condizioni in cui versano. Non possiamo parlare soltanto di buche, perché l’asfalto è così rovinato da farle ormai sembrare tratturi sterrati".

E ancora: "Non parliamo poi della frana in località Frabusè, nelle vicinanze della chiesa, ormai risalente al novembre del 2016, dove lo stesso smottamento, oltre che rovinare sulle case sottostanti, ha eroso pericolosamente un tratto dell'unica strada comunale. Vi è anche una reale situazione di pericolo per chi si avventura su queste vie, non ultimo il pericolante muro a secco in località Barelli (fronte numero civico 12), per il quale ci aspettiamo che da un momento all'altro crolli sull'abitazione sottostante".

"Evidentemente - proseguono gli abitanti - lei non era al corrente di queste pessime condizioni, altrimenti, siamo certi, avrebbe provveduto. Anche perché, signor sindaco, sono almeno 30 anni che nessuno interviene su queste nostre strade per deliberare e poi fare una seria manutenzione. Se lei non conosceva la situazione, ebbene, ci siamo permessi di ricordargliela, di modo che il suo prossimo bilancio possa finalmente prevedere interventi di sistemazione, oggi quanto mai necessari - forse più dei siti archeologici e dei pesi pubblici - e di modo da poter dare un minimo di soddisfazione anche alle lontane periferie del territorio e ai suoi poveri (e ormai pochi) abitanti".

Nella lettera, infine, viene rivendicata la caparbietà dimostrata nel corso dei secoli dagli Obertesi: "Nel 1293 i vicesi diedero ordine a Uberto della Torre di costruire un canale che portasse l'acqua dal Corsaglia fino a Mondovì (piazza d'Armi): l'opera, ribattezzata 'la bealera del diavolo', in quanto ispirata dai resti di un acquedotto romano che passava vicino a un pilone, denominato appunto 'du Diau', stava per vedere la luce nel 1599. I valligiani della val Corsaglia, però, sabotarono l'opera, deviando il flusso d'acqua lungo un percorso a loro comodo. Nel 1796, invece, le truppe napoleoniche non poterono guadare il Corsaglia per due ragioni: una piena eccezionale e i continui attacchi dei valligiani".

La frazione Oberti è stata anche un set cinematografo a cielo aperto: nei suoi boschi, infatti, sono state interamente effettuate le riprese del film "Orme sulla neve color turchese", diretto da Giancarlo Baudena e tratto dall'omonimo libro di Livia Barbero Ruffino.

Alessandro Nidi

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