Curiosità - 11 settembre 2018, 19:00

Savigliano “invasa” dai bruchi americani: “Salgono anche sulle facciate delle case”

Sugli alberi della città, in queste settimane, abbondano le larve di “ifantria”, che raggiungono anche le facciate delle abitazioni. Tante le chiamate dei saviglianesi in Municipio. Che rassicura: “Non è urticante, né per l'uomo né per gli animali”

I bruchi comparsi a Savigliano

I bruchi comparsi a Savigliano

Ha lunghe setole bianche lungo il corpo, e una volta insediato su un albero produce una sorta di ragnatela, facendo lentamente seccare le foglie.

Si tratta dell'ifantria, lepidottero più conosciuto come “bruco americano”. Una larva di cui, in questo periodo, sembrano essere “invasi” gli alberi e le vie di Savigliano. Senza tralasciare le facciate delle abitazioni, su cui i bruchi si arrampicano facilmente, o le carrozzerie delle auto in sosta.

In questi giorni numerose sono state le segnalazioni fatte dai saviglianesi al Municipio, e anche agli organi di informazione. Un nostro lettore, ad esempio, ci ha segnalato una forte presenza di ifantrie in area San Giacomo, via Dalla Chiesa, via Sobrero, via Allocco e via  Decorati al Valor Militare, ma il problema riguarda tutta la città, senza distinzioni. 

“Il parco comunale antistante a tutti i nostri giardini di pertinenza – ci scrive il lettore –  è ormai infestato  da questi bruchi. Per ora noi cittadini residenti ci stiamo attivando, a nostre spese, nel cercare di contenere il fenomeno”.

Dal Comune evidenziano innanzitutto come il bruco americano (che non va confuso con la “processionaria”) non sia urticante, né per l'uomo né per gli animali.

E spiegano come recenti norme pongano severi limiti all'uso dei prodotti antiparassitari.

Anche secondo un Piano d’Azione Nazionale – dicono dall'ufficio ecologia –  i trattamenti fitosanitari vengono fatti solo su parassiti che possono provocare la morte della pianta o creare problemi all’uomo. Non tutte le patologie (che spesso provocano defogliazioni solo estetiche) hanno necessità di trattamenti. I quali sono sempre dannosi per l’ambiente, e quindi anche per l’uomo, provocando il peggioramento della qualità dell’aria e dell’acqua”.

Al momento, dunque, non sono previsti trattamenti fitosanitari: considerato il periodo, in cui i bruchi sono peraltro già sviluppati, sarebbe inutile.  

“Se anche i trattamenti fossero stati fatti a giugno – aggiungono dal Comune – la tanta acqua che è caduta in quel mese avrebbe dilavato il tutto, con il rischio di vanificare la spesa e soprattutto inquinare la falda”.

Nelle prossime settimane, con la caduta delle foglie e (si spera) il progressivo abbassarsi delle temperature, il problema dovrebbe risolversi naturalmente.

Matteo Garnero

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