Attualità - 26 settembre 2018, 11:41

Cuneo, dubbi sulla stabilità del ponte "Sarti": "Ora nessun pericolo ma basta infrastrutture "usa e getta""

A parlare è il consigliere Silvano Enrici: ieri sera (25 settembre) in consiglio comunale il MoVimento5Stelle ha chiesto delucidazioni in merito al viadotto sul fiume Stura

Il consigliere comunale Silvano Enrici - foto di repertorio

Il consigliere comunale Silvano Enrici - foto di repertorio

In che condizioni strutturali versa il ponte “Sarti” sul fiume Stura, inserito nel blocco della Est-Ovest di Cuneo?

A domandarlo - con ben due interpellanze e un ordine del giorno, approvato all’unanimità - al consiglio comunale del capoluogo nella serata di ieri (martedì 25 settembre) sono stati i consiglieri pentastellati Silvia Maria Cina e Manuele Isoardi

Secondo i proponenti il ponte, costato oltre 92mila euro,sarebbe al centro di un progetto di consolidamento delle fondamenta redatto dall’ANAS già nel 2011. Il progetto riguarderebbe le coppie di piloni 5 e 6 del ponte e avrebbe un costo di 1 milione e 440mila euro (totalmente a carico di ANAS); unico problema: i permessi acquisiti da ANAS nel 2013 per procedere con i lavori sono ormai ampiamente scaduti. E dei lavori, nemmeno l’ombra. 

Come intende muoversi, quindi, l’amministrazione? E se il comune ha effettivamente cofinanziato la costruzione del ponte, perché non ha mai richiesto ad ANAS i report sullo stato di salute della struttura? 

A rispondere l’assessore Guido Lerda (in sostituzione di Luca Serale, assente giustificato): “Sì, il comune ha cofinanziato la costruzione per il 4% del totale, ovvero circa 4 milioni di euro, con la finalità di giungere alla riqualificazione superficiale di corso Gramsci e di via Tiziano. Ma ANAS è unica stazione appaltante e unica responsabile dei lavori, il monitoraggio è sua esclusiva responsabilità: non abbiamo richiesto i report perché le amministrazioni dello stato hanno tutte pari dignità e non avrebbe avuto senso farlo.

Secondo l’assessore (e la documentazione in possesso della Giunta), poi, ANAS ha considerato i lavori di consolidamento sui piloni 5 e 6 come non urgenti: “Allo stato attuale non risultano esserci criticità in merito - ha aggiunto il consigliere Silvano Enrici nel suo intervento - , ma potrebbero svilupparsi. I piloni 5 si trovano a circa 10 metri dall’alveo del fiume Stura: se questo si spostasse verso sinistra, magari a causa di una piccola alluvione, l’erosione diventerebbe un problema serio.

Il sollevamento della questione segue ovviamente la tragedia del ponte Morandi, ma i problemi di manutenzione arrivano da più lontano, affondano le proprie radici negli anni passati - ha continuato il consigliere, lapidario - : viviamo in un paese che non investe nella manutenzione delle infrastrutture, che le tratta con un’ottica da “usa e getta”.

La conclusione del dibattito è stata riservata al consigliere Isoardi: “Chiediamo solo che ANAS faccia il proprio lavoro nel più breve tempo possibile. Quello è un ponte molto trafficato da tutta la cittadinanza; possiamo fare la nostra parte, fermo restando che occasioni gravi e straordinarie non si possano prevedere.

simone giraudi

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