Politica - 24 ottobre 2018, 18:15

“I Moderati sono altra cosa, non l’ombra del Monviso”

Mimmo Portas è convinto che di qui a maggio lo scenario politico cambierà e che Chiamparino ce la possa farea restare in sella. A Pd e alleati civici rammenta che il suo partito, a partire da Torino, sarà imprescindibile per fare la differenza

Da sinistra, Chiapello, Portas, Coggiola e Comba

Da sinistra, Chiapello, Portas, Coggiola e Comba

Abbiamo fatto il 6% alle comunali di Torino, quando Piero Fassino ha perso. E dopo il 2014, in centri popolosi come Moncalieri, Pinerolo, Grugliasco abbiamo ottenuto percentuali a due cifre. Sergio Chiamparino e il Pd sanno che anche in frangenti difficili i Moderati c’erano, sono rimasti fedeli,  e hanno portato valore aggiunto al centrosinistra.

E poi un’altra cosa: non lo diciamo per polemica, ma ricordiamo agli amici della lista Monviso, che dal 2014 in poi non si sono più presentati a competizioni elettorali, che noi siamo un partito, un’altra cosa rispetto al pur rispettabile contributo che loro potranno dare.

Devono essere consapevoli che il quorum è su base regionale e non basta ottenere un buon risultato nella provincia Granda se poi nel capoluogo di regione e nel resto del Piemonte non si è presenti”.

Mimmo Portas, agguerrito leader dei Moderati, quando sente avvicinarsi le elezioni, di qualsiasi livello esse siano, si infiamma.

Ciò che lei ha scritto evidenziando la crisi del centrosinistra – afferma riferendosi all’articolo di Targatocn dal titolo “Regionali 2019: porta stretta per il centrosinistra” – rappresenta bene la situazione odierna, ma io ritengo che di qui a maggio molte cose cambieranno nel panorama politico nazionale e anche nei sentimenti dell’opinione pubblica. E se così sarà, cosa che io mi auguro, Sergio Chiamparino ce la può fare”.

A Torino Portas ha appena ingaggiato l’esponente di Comunione e Liberazione Silvio Magliano e a Cuneo si appresta a riconfermare in lista Carla Chiapello e a lanciare verso Palazzo Lascaris la sindaca di Barge, Piera Comba e il consigliere comunale di Cuneo, Alberto Coggiola (se l’interessato lo vorrà).

Nel Cuneese – osserva ancora Portas - la nostra consigliera regionale Chiapello ha lavorato bene, per cui merita una doppia candidatura (nella quota proporzionale e nel listino). Ritengo che i consensi, che sono certo otterremo a Torino e provincia, ci consentiranno di aiutare anche la provincia di Cuneo, dove contiamo di riuscire ad esprimere un nostro rappresentante in virtù del quorum che confidiamo di conseguire a livello regionale”.

Portas non lo dice espressamente, ma lascia intendere, nemmeno troppo velatamente, che stare all’ombra del “Monviso” proprio non gli garba.

Del resto, ogni volta che è venuto a Cuneo non ha perso occasione per bacchettare Federico Borgna, che lo scorso anno, nella formazione della giunta cuneese, ha escluso Alberto Coggiola, nonostante i Moderati facessero parte in modo organico della maggioranza.

Un vulnus che non è mai stato sanato e che, in vista dell’appuntamento delle regionali, riacutizza le tensioni con la lista Monviso, cui Borgna fa riferimento.

Va anche detto, al fine di scongiurare una lettura emozionale, che Portas non è uomo che pratichi la politica sulla base di sentimenti o risentimenti.

Semplicemente è uno spietato trattativista che, avendo constatato come la coperta si sia fatta stretta rispetto al 2014, non è disposto a cederne nemmeno un lembo ad Alberto Valmaggia e ai suoi amici Federico Borgna e Andrea Olivero.

GpT

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