“La rapidità è essenziale, a questo punto della discussione. Non possiamo perdere un altro treno: anche se è una decisione complicata dobbiamo decidere il luogo in cui sorgerà la nuova struttura, o se invece ammodernare quelle esistenti.”
Le parole del consigliere comunale cuneese Luca Pellegrino riassumono al meglio il quarto incontro della commissione consiliare temporanea incaricata di analizzare lo “stato dell'arte” della sanità del capoluogo, decidere se alla città di Cuneo serva o meno un nuovo ospedale, e quindi dare il via alla sua realizzazione concreta.
La nuova riunione – tenutasi nella sala del consiglio comunale ieri sera (mercoledì 31 ottobre) – ha visto come ospiti i due primari del nosocomio cuneese Felice Borghi e Luca Ambrogio, quotidianamente a contatto con la realtà dell'ospedale e migliori candidati a ribadirne una volta di più i punti di forza e di debolezza.
“Per quella che è la mia esperienza personale, se mi chiedete se Cuneo ha bisogno di un nuovo ospedale dico sì, senza alcun dubbio. La struttura è vecchia e necessariamente da ammodernare” ha precisato subito Ambrogio, sottolineando come i pazienti dell'ospedale necessitino di trattamenti complessi e specifici, che con il tempo sono destinati a diventarlo ancora di più a fronte di una sicura mancanza di medici specialisti; la sanità cuneese dovrà quindi andare incontro necessariamente a una riorganizzazione e semplificazione che l'attuale strutturazione non potrà sostenere. “Negli anni la qualità è cresciuta molto, e questo i medici lo sanno benissimo – ha concluso Ambrogio - . L'impegno deve essere quello di mantenere questo standard e non è possibile se le cose rimangono inalterate.”
“I diversi direttori generali che si sono succeduti hanno cercato di adeguare l'ospedale al meglio delle loro possibilità – ha fatto eco Borghi – ma la struttura ha limiti invalicabili; il nuovo blocco operatorio recentemente realizzato dopo 20 anni di attesa è già sostanzialmente arretrato. Serve quindi che qualunque cosa si decida di fare, la si faccia il più rapidamente possibile.”
Ed è proprio sulla rapidità che si sono concentrati alcuni degli interventi dei consiglieri.
Come quello di Germana Avena, sindaco di Roccavione, che ha ricordato come l'ospedale di Alba sia in prima linea per soppiantare quello di Cuneo come importanza e appeal: “Forse sarebbe più utile che la commissione visitasse altri ospedali moderni nelle vicinanze, per rendersi conto della situazione: essere cuneesi parsimoniosi ci sta facendo rimanere indietro.”
Serve una presa di posizione concreta e che non tardi, insomma. Ma il dubbio sollevato da Pellegrino rimane: ammodernare l'esistente o realizzare una nuova struttura?
Certo è – come sollevato anche dal consigliere Ugo Sturlese – che la struttura del Santa Croce risulta ben connessa al territorio e in una posizione senza dubbio vantaggiosa che le possibili altre ubicazioni ipotizzate nel corso delle ultime settimane non potrebbero vantare. Non è pensabile, però, ammodernare il Santa Croce mantenendo i pazienti all'interno (sempre che farlo davvero restituisca poi alla fine una struttura del livello sperato).
Dopo quattro incontri e altrettante audizioni di “esperti del settore”, quindi, l'amministrazione cuneese si ritrova concorde sulla necessità di realizzare un nuovo ospedale (convinzione che verrà ratificata ufficialmente il prima possibile, a detta del presidente Alessandro Spedale).
Rimane ancora da decidere l'accezione che si vorrà dare alla parola “nuovo”.





