Attualità - 17 novembre 2018, 18:33

Savigliano: "Vietato invecchiare" nell'incontro con la filosofa Marina Sozzi

Appuntamento alle 18 di giovedì 29 novembre, all'ex-chiesa di sant'Agostino

Foto generica

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Giovedì 29 novembre, alle ore 18 presso l’ex Chiesa di sant’Agostino (piazzetta Arimondi - Savigliano) ci sarà un incontro con la filosofa Marina Sozzi dal titolo “Vietato invecchiare. Ripensare la terza età”.

L’iniziativa, organizzata dall’Assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica, sarà introdotta da Miresi Fissore.

Quello con la filosofa Marina Sozzi è l’ultimo appuntamento del ciclo curato da Miresi Fissore e dedicato alla terza età e risponde all’idea paradossale diffusa ai giorni nostri che la giovinezza sia una stagione da prolungare quasi all'infinito, rimuovendo tutti i segni esteriori ma anche interiori tipici dell'anziano. Fino ad arrivare alla grande rimozione, quella che riguarda la morte.

Come afferma l’autrice, essere, diventare vecchi è oggi, probabilmente, più difficile di quanto non sia mai stato. La frammentazione sociale, la svolta tecnologica, i valori del capitalismo avanzato marginalizzano i vecchi, che non producono più, consumano meno e sono meno belli e dinamici. Non servono neanche più come depositari del sapere perché “c’è Google”. La vecchiaia è un’esperienza complessa, irta di difficoltà ma foriera di molte possibili gratificazioni. Certo, il corpo non ha più la stessa flessibilità e riflessi della giovinezza, rivela molteplici fragilità. Ci accorgiamo, forse, di avere bisogno di più tempo per fare cose in cui anni fa eravamo scattisti, dobbiamo fare i conti con il tempo della vita che si accorcia, abbiamo nostalgia dei nostri anni vigorosi.

Tuttavia, la vecchiaia è anche (se abbiamo un pochino di salute) la stagione della vita in cui ci viene restituito del tempo per noi, per coltivare il meglio di noi; in cui possiamo sperimentare la gioia di veder crescere dei bambini senza l’ansia della nostra passata responsabilità di genitori; in cui esperire il sapore più autentico della vita, aperti al cambiamento, che già comincia con l’uscita dal mondo del lavoro.

In una società così anestetizzata da percepire solo le emozioni forti, c’è il rischio che la saggezza della vecchiaia mostri solo il suo aspetto negativo: l’isterilimento della passione e quindi della vita.

Gli anziani sono così, essi stessi, portati dalla svalutazione collettiva a sentirsi inutili e senza valore, assumendo una posizione di rinuncia depressiva che impedisce il godimento dell’appagamento possibile. Ci viene richiesto di non invecchiare. O meglio, di invecchiare senza invecchiare. Accumulare anni sì, ma senza rughe, senza cedimenti della pelle, senza patologie, senza rallentamenti nell’incedere e nell’articolazione del pensiero. Ci siamo spinti collettivamente così oltre nella negazione della vecchiaia, che spesso si sente usare l’appellativo di “diversamente giovani” per indicare gli anziani, dove “normale” è essere giovani, essere vecchi è un handicap.

E allora? L’invito è quello di ascoltare una posizione diversa, controcorrente in un certo senso, quale quella espressa da Marina Sozzi.

Dobbiamo trasmettere ai giovani – ai quali lasceremo questo mondo non proprio in ottime condizioni – il messaggio che si può accogliere la fase conclusiva della propria storia di vita con saggezza, e passare la staffetta con serenità: consci dell’importanza di questo lascito, e quindi del nostro ruolo e valore.

Marina Sozzi si è laureata in Filosofia a Torino e ha studiato a Parigi e alla Scuola Normale di Pisa. Ha lavorato come traduttrice e redattrice in varie case editrici, poi come insegnante, e infine, per molti anni, ha diretto la Fondazione Fabretti, dedicata allo studio dei temi della morte e del morire nella società contemporanea. Ha insegnato Tanatologia storica all’Università degli Studi di Torino. Dal 2012, dopo aver lasciato la Fondazione, ha messo le sue competenze al servizio di varie organizzazioni non profit. I suoi scritti più rilevanti riguardano la filosofia materialista francese e lo studio interdisciplinare della morte.

comunicato stampa

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