Si sarebbe dovuto tenere oggi, mercoledì 19 dicembre, il secondo round di trattativa presso la Confindustria di Vicenza tra parti sociali e vertici della Burgo. Sul tavolo la vertenza che riguarda 162 lavoratori (100 presso lo stabilimento di Duino, 62 di Verzuolo).
La trattativa a cui avrebbero dovuto partecipare le segreterie nazionali della Slc Cgil e Fistel Cisl doveva essere il preludio dell’incontro in programma per domani, giovedì 20 dicembre, a Verzuolo, dove si sarebbe dovuto trattare nello specifico lo stato della cartiera del comune saluzzese che da più di 100 anni dà lavoro alle famiglie del circondario.
La scelta di separare in parte il tavolo di Duino con quello di Verzuolo era stata stabilita a inizio del mese nella prima riunione, sempre a Vicenza. Questo perché i due stabilimenti stanno affrontando due situazioni differenti: in particolare nello stabile friulano sono in vigore i contratti di solidarietà, mentre a Verzuolo si sta portando avanti la cassa integrazione che si concluderà il prossimo 22 gennaio.
La parte relativa allo stabilimento verzuolese verrà trattata successivamente (con ogni probabilità nel pomeriggio) al tavolo nazionale di Vicenza, non più a Verzuolo come precedentemente comunicato, quindi.
Sul tavolo del pomeriggio con le segreterei provinciali si tratterà lo stato dei 62 lavoratori verzuolesi coinvolti dalla nuova vertenza. Nell’ultimo incontro si è specificato come circa la metà potrebbero evitare il licenziamento con l’utilizzo dell’incentivo all’esodo, il ricorso al prepensionamento o agli strumenti di outplacement messi in campo (per la prima volta in Piemonte) dall’Anpal, l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro.
Sarebbero ancora circa 30 i lavoratori a rischio al termine della cassa integrazione. Durante quell’incontro si è aperto uno spiraglio per quello che riguarda il buono uscita a cui questi lavoratori possono ricorrere fino al termine della trattativa sindacale (45 giorni, intorno all’inizio di gennaio). Nel corso del tavolo le parti sindacali hanno richiesto di poter valutare nella riunione di domani, la riduzione del numeri degli esuberi. L’azienda ha dato la disponibilità di aprire un percorso in questo senso.
LA NUOVA "NONA"
Nei mesi scorsi è stata presentato il progetto per la riconversione della "linea nona" che dal 2001 - a seguito di un cospicuo investimento – era stato adibito alla realizzazione di carta patinata. Vista la crisi relativa alla produzione di questo tipo di carta l’azienda sta portando avanti un progetto di riconversione da patinato a “container board”, ovvero cartoncino e cartone riciclato e ondulato per imballaggi: materiale con maggiore mercato visto l’ampio utilizzo nei settori dell’e-commerce, ma anche nell’imballaggio agricolo.
Il progetto prevede la riconversione della linea 9 dello stabilimento, la demolizione di vecchi edifici e l’installazione di locali per lo spappolamento della carta da riciclare, oltre a nuovi macchinari per la lavorazione dell’impasto, sistemi di asciugatura e punti di stoccaggio, con la necessità di processi autorizzativi. L’obiettivo è quello di mantenere la capacità produttiva sulle 780 mila tonnellate all’anno, di cui circa 600 mila tonnellate per il nuovo prodotto cartone. Il processo di riconversione potrebbe cominciare a novembre 2019, quando è probabile verrà attivata una nuova cassa integrazione per ristrutturazione aziendale per 24 mesi.
Da febbraio a novembre - per dieci mesi circa - la Burgo di Verzuolo rimarrà scoperta da ammortizzatori sociali. Motivo per cui è necessario per le parti chiamate in causa raggiungere una soluzione entro i tempi stabiliti della trattativa.
UN ANNO FA LA PRIMA VERTENZA
Era il 28 settembre 2017 quando la decisione della storica cartiera di Verzuolo - che ha dato lavoro a questo territorio per oltre 100 anni - di voler dismettere la “linea ottava” (produttrice di carta patinata) a partire da gennaio 2018 si è abbattuta sul comune saluzzese: comunicazione a cui è seguita l’apertura –il successivo 2 ottobre – della procedura dei licenziamenti collettivi per 143 lavoratori operanti sulla linea discontinua e sull’intero indotto legato ad essa.
Da quel momento sono stati diversi gli scioperi, le iniziative sindacali, i confronti tra amministratori locali con un consiglio comunale aperto e la consulta dei sindaci saluzzesi più volte chiamata un causa sulla vertenza Burgo. Diversi i tavoli di trattativa aperto da quello sindacale a quello istituzionale con la Regione dove si è trovata la prima risoluzione a questa crisi con la revoca dei licenziamenti nel mese di dicembre e l’avvio della cassa integrazione per crisi di 12 mesi con partenza al 22 gennaio.





