Passare da smart city (qualifica che Cuneo ha dimostrato di poter vantare come pochi altri capoluoghi di provincia) a smart land, ampliare l'orizzonte della programmazione urbana dalla sola città all'intero territorio di riferimento: è questo l'obiettivo della nuova edizione del Piano Strategico presentata nelle sue linee ideologiche nella serata di ieri (giovedì 20 dicembre) in sala Vinaj alla III^ commissione consiliare della città.
A illustrare lo spirito e le motivazioni del progetto – pochissimi sono stati, infatti, i riferimenti concreti data la distanza temporale che separa il nostro 2018 con il 2030 a cui fa riferimento il nuovo PS – ci ha pensato l'assessore Mauro Mantelli.
Al centro del progetto il recupero dell'esistente, modus operandi che ha già dimostrato di poter arrivare a eliminare il degrado di alcune aree oggi “ai margini”, di aumentare la sicurezza effettiva e quella percepita e l'inclusione sociale, così come già indicato dal documento “Verso Cuneo 2030” (sfruttato come vera e propria base).
A questo proposito, partiranno probabilmente nella prossima primavera per durare circa 18 mesi i lavori del gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino rappresentati nel corso della commissione da Cristina Renzoni ed Eudes Vito Margaria (vincitori del secondo posto al concorso d'idee Europan14): loro compito sarà quello di analizzare il territorio cuneese e proporre una strategia preliminare e delle linee guida su cui imbastire il nuovo PS. Fondamentale sarà anche la comunicazione con la popolazione, che sarà parte attiva dei progetti compresi nel Piano, tutti realizzati tramite accordi pubblico-privati.
“A partire dal 2016 abbiamo potuto constatare come i progetti integrati realizzati all'interno della città abbiano portato conseguenze più che positive – ha sottolineato Mantelli - , segno di come la strada sia valida. Dal 2000 al 2010 sono stati realizzati interventi per più di 30 milioni di euro e per 48 milioni circa negli anni dal 2014 al 2021 grazie agli stanziamenti europei: per il 2030 è necessario mettere a sistema questi sforzi importanti”.
D'accordo con le intenzioni dell'amministrazione si sono dimostrati Ugo Sturlese e Alessandro Spedale, con il primo che ha però posto l'accento su come la volontà politica finirà per forza di cose ad avere l'ultima parola sulla vera e propria realizzazione degli interventi. “Seguo la questione già dallo scorso mandato – ha detto invece il secondo – ed è sempre più chiaro che il PS sia segno di una città che immagina e progetta il proprio futuro concreto”.





